Svelata la sorpresa che l’associazione Stella Maris covava da tempo: settembre è il mese dell’Umbria voice festival. Nessuno ne ha mai sentito parlare in città perché quella del 2016 è solo la prima edizione ma dietro le quinte del concorso canoro nazionale (perché di questo si tratta) stanno lavorando da mesi la direttrice artistica Amelia Milardi e il presidente dell’associazione Luca Arcangeli e l’iniziativa ha incassato il benestare del Comune di Terni che ha garantito il proprio patrocinio.
Attesi cantanti da tutta Italia L’evento, in programma per le giornate del 10 e dell’11 settembre all’anfiteatro, è collegato direttamente a San Remo giovani: i primi tre classificati infatti avranno il diritto a partecipare agli stage di selezione per il festival della canzone italiana. A valutare le performance, sarà una giuria di esperti professionisti del settore. La due giorni è stata presentata martedì mattina a palazzo Bazzani, alla presenza del sindaco Leopoldo Di Girolamo e dell’assessore comunale alla cultura Giorgio Armillei. Presente anche la cantante Alessandra Becelli.
Solidarietà «Umbria Voice ha due obiettivi – ha spiegato il numero uno di Stella Maris Arcangeli – il primo è quello legato alla solidarietà e all’aiuto ai cittadini in difficoltà, il secondo quello di seguire e guidare i migliori giovani talenti verso San Remo». Musica e solidarietà saranno quindi i principi ispiratori del festival che vedrà avvicendarsi sul palco 95 artisti provenienti da tutta Italia. «E’ stato un grande lavoro quello di selezionare questo numero di cantanti – ha spiegato la direttrice artistica Miliardi – un numero superiore alle aspettative e del resto non poteva che essere così visto che alle pre selezioni si sono presentati addirittura in 1.500».
Progetto appoggiato dalle istituzioni «Il Comune – ha affermato Armillei – sostiene questa iniziativa perché convinto dal suo livello e del fatto che quello culturale possa essere un settore in grado di produrre reddito e posti di lavoro. Se Terni riesce a raggiungere il livello di Pil che genera la cultura su scala nazionale, può dare lavoro a circa 300 persone». «La città e il territorio – ha aggiunto il presidente della Provincia Di Girolamo – continuano a scommettere sul manifatturiero in chiave moderna, ma accanto a questo si può inserire il fattore culturale non solo sotto l’aspetto della crescita personale e della comunità ma anche sotto quello economico ed occupazionale. Umbria Voice è ovviamente anche un evento solidaristico in una città che da sempre dimostra di essere aperta e solidale».
