Nel tumulto generale di lunedì mattina il consiglio comunale di Terni ha approvato, con 18 voti a favore e un astenuto, il bilancio consolidato per l’esercizio 2024. Il risultato di esercizio supera i 37 milioni, «con un incremento di 2.8 milioni rispetto all’anno precedente».
Bilancio consolidato A presentare l’atto, tra cori e fischi al primo cittadino per via di alcune sue affermazioni su Gaza, è stata l’assessora Michela Bordoni: «Il bilancio aggrega i dati dei bilanci consuntivi delle società controllate, partecipate, enti strumentali e organismi del gruppo amministrazione pubblica, e consente di monitorare l’andamento complessivo della gestione delle risorse pubbliche offrendo la massima trasparenza riguardo l’utilizzo dei fondi e delle politiche pubbliche attuate dal gruppo comunale. Inoltre – ha aggiunto l’assessora – il confronto puntuale tra i dati del bilancio consolidato 2024 con quelli degli anni precedenti relativamente a molteplici voci chiave, permette di analizzare trend, miglioramenti e criticità attraverso un raffronto diretto sia sulle grandezze economiche che patrimoniali». Diminuisce l’indebitamento, ma «restano elementi di fragilità legati soprattutto ai rischi potenziali (fondi), alla volatilità dei proventi finanziari e alla necessità di ulteriori riconciliazioni contabili tra soggetti collegati».
Numeri L’incremento del risultato di esercizio di gruppo per il 2024 è da imputare a un «miglioramento complessivo della gestione caratteristica, che ha visto un incremento del 27% rispetto al 2023 passando da 34.732.470,79 euro a 44.097.702,68 euro, e all’aumento dei ricavi, soprattutto nella voce “altri ricavi e proventi diversi” (+43,5 milioni di euro rispetto al 2023). Le principali risultanze che emergono dalla lettura del documento contabile evidenziano che l’incidenza della spesa per il personale sul totale dei costi si riduce lievemente rispetto all’esercizio 2023 passando dal 23% al 20%. A differenza di quanto accaduto per il 2023 – si legge in una nota del Comune – aumenta il valore delle immobilizzazioni, con particolare riferimento a quelle materiali (+24,8 milioni). Il coefficiente di indebitamento scende allo 0.94 rispetto all’1.16 dello scorso anno, segno di maggiore solidità patrimoniale e riduzione dell’esposizione debitoria portando il valore dei debiti totali da 332,1 milioni (2023) a 307,4 milioni (2024). Migliora la liquidità, le disponibilità liquide del gruppo salgono infatti a 93.922.784,62 euro, con un incremento di 25.465.225,15 euro rispetto al 2023. Le componenti positive della gestione sono cresciute da 243,5 milioni (2023) a 283,7 milioni (2024). Minore aumento si registra per le componenti negative, passate da 208,8 milioni a 239,6 milioni».
