di C.P.

Dopo ben 10 anni riapre al pubblico – seppur in maniera parziale – il parco Bruno Galigani di Cardeto. Giovedì mattina cancelli spalancati e area verde restituita ai ternani. Nel corso della mattinata i cittadini hanno potuto fare un giro nella nuova area verde, ma prima del taglio del nastro un gruppo di residenti – che goliardicamente si fa chiamare la ‘Corte dei Conti di Piazza Cuoco’ – ha espresso pubblicamente le proprie perplessità sul restyling del parco: «Siamo contenti della riapertura, ma ci sono delle criticità». Focus su: smog, giardini, impianti sportivi e gestione dei fondi.

Parco di Cardeto Nuova vita quindi per il parco cittadino che ad oggi dispone di un campo di calcio e campi da tennis. «Per noi un dovere restituire il parco, per i cittadini un diritto riacquisirlo», ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Benedetta Salvati insieme al sindaco uscente Leonardo Latini. Prosegue: «Abbiamo trovato un modello di gestione innovativo per questo parco». Ad occuparsene, in via sperimentale, la società partecipata del Comune, Terni Reti. L’amministratore unico dell’azienda, Stefano Stellati: «Vedo l’apertura come quella di un negozio. Intanto la cittadinanza potrà fruire del parco e poi servirà a noi per capire come ottimizzare gli spazi e rendere questo posto vivo a trecentosessanta gradi». «L’emozione è tanta, la soddisfazione anche», questo il commento del sindaco di Terni, presente all’inaugurazione dell’area.

Palazzina-ristorante Si tratta comunque di una riapertura parziale, è bene sottolinearlo. Nell’area infatti insiste una palazzina che dovrà essere ristrutturata con i fondi Pnrr. Si tratta del lotto 4 del completamento del parco e il quadro economico complessivo è di circa 660 mila euro. Inizialmente si procederà con il primo lotto prestazionale. Al momento è in corso l’iter di gara e le manifestazioni di interesse sono 58. L’immobile è destinato ad ospitare un magazzino nel piano interrato e un punto di ristoro al piano terra.

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La voce dei cittadini Sono undici i punti che il gruppo di residenti del quartiere vuole portare all’attenzione dell’amministrazione comunale. Le criticità sono riassunte in un documento che, come ci tengono a sottolineare i componenti del comitato, non intende dare valutazioni politiche ma solo raccogliere perplessità di cittadini e cittadine della zona. Obiettivamente il parco di Cardeto è stato restituito alla collettività, ma appare ancora spoglio. Per ora i cittadini potranno godere di un’area verde dove passeggiare e praticare sport. Forse, secondo alcuni cittadini, saranno installati dei gonfiabili dove far giocare i bambini, ma per il momento le attività nell’area sono piuttosto limitate. La ‘Corte dei Conti di piazza Cuoco’ riscontra le seguenti problematiche: «Non trattasi di un parco ma di una struttura misto sportiva; vi sono pochi spazi ombreggiati per i bambini (sono state tolte ben 42 piante di alto fusto non reimpiantate); i campi da tennis nella struttura al coperto, che noi identifichiamo Ecomostro, a nostro avviso non sono fruibili agli spettatori ma solo ai giocatori; l’intera area è carente di servizi (presenti solo sul campo di calcetto e nei campi da tennis al coperto) e manca uno o due fontanelle e un punto di ristoro; per i fabbricati presenti non si è ancora definita la destinazione d’uso; per la struttura ancora a scheletro (futuro ristorante con ‘Roof Top’ !! ??) al momento è previsto uno stanziamento di 660.000 € dal Pnrr, riteniamo sia insufficiente per ultimare l’opera in breve termine ed è quindi ipotizzabile che saranno necessari nuovi fondi; le spese a tutt’oggi sostenute includendo i 12 milioni di euro in vertenza (Ditta Citarei e Comune) si attestano intorno ai 20 milioni di euro e a queste si dovranno aggiungere ulteriori fondi per il completamento del complesso; l’intera gestione è stata assegnata alla società in House del comune Terni Reti prevedendo per quest’anno un impegno finanziario di € 146.000 a cui aggiungere le spese per le utenze, mentre dal prossimo anno vi sarà un impegno biennale economico di circa € 700.000 a carico dei cittadini e del bilancio comunale, che si trova già in forte sofferenza; il quartiere sarà comunque ulteriormente intasato perché nei 10 anni che sono stati necessari per eseguire i lavori non si è pensato ad alcun intervento atto ad aumentare la disponibilità dei parcheggi; nel tratto di recisione con viale Borzacchini non esiste uno schermo antismog e antirumore: l’area è posizionata a livello più basso della strada, ed i pochi cipressi di confine presenti sono stati sbrancati per circa la metà dell’altezza quindi non permettono il filtraggio delle polveri; la società Terni Reti prevede l’impiego di 5 persone e la gestione sperimentale per due anni: senza il ristorante ipotizzato, ancora da realizzare, saranno difficilmente prevedibili utili di bilancio».

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