Marta Sui Tubi

di Anna Maria Rengo

Cinque. Come il numero dei loro album, degli anni in cui sono come formazione, appunto in cinque e del comandamento più importante: «Non uccidere». La luna, metafora dei sogni che ciascuno ha. E le spine, che rappresentano le difficoltà per realizzarli. Questi i capisaldi del nuovo album ‘Cinque, la luna e le spine’ che i ‘Marta sui tubi’ proporranno venerdì prossimo in concerto all’Anfiteatro Fausto, nell’ambito di ‘Anfiteatro Estate Terni’.

L’emergenza lavoro Un titolo quanto mai azzeccato, per la tappa ternana del lungo, omonimo, tour estivo che la folk-rock band, che si è fatta conoscere al vasto pubblico grazie alla partecipazione al festival di Sanremo prima e poi al concertone del Primo Maggio, sta portando avanti in queste settimane. «Il nostro legame con l’Umbria è forte – racconta Giovanni Gulino, voce del gruppo – e ogni anno facciamo almeno un paio di puntate in questa regione, tra Gubbio, Assisi, o anche in occasione del Festival internazionale del giornalismo di Perugia. Anche a Terni siamo venuti, qualche anno fa e, certo, questo concerto cade in un momento difficile per l’economia della vostra città». Gulino, poi, ricorda: «Io sono un privilegiato, che della passione per la musica ha potuto fare un lavoro, ma sono siciliano e la mia regione ha il tasso di disoccupazione più alto d’Italia».

Il messaggio Fatte queste due premesse, «e con tanto rispetto, vorrei lanciare un messaggio ai giovani ternani che cercano lavoro e a coloro che ce l’hanno, ma che rischiano di perderlo. Ossia,
prosegue Giovanni Gulino – che questa situazione non si risolve solo grazie all’impegno del singolo, ma il governo deve trovare il modo di finanziare quegli ammortizzatori sociali che facciano sì che una persona non si ritrovi da un giorno altro senza risorse per pagare le bollette o da mangiare».

Il lavoro «Perdere il lavoro, quando si hanno quaranta, cinquant’anni, è drammatico – dice la voce di ‘Marta sui tubi’ – anche perché spesso non si ha la possibilità di riqualificarsi. Ma penso pure che i giovani il futuro se lo devono costruire, con lo studio, l’approfondimento, la conoscenza delle lingue, l’informatica, che consente, anche con pochi soldi, di avviare delle imprese. Al momento lo Stato non fa nulla per sviluppare la fioritura di informatici, spetta dunque ai giovani attrezzarsi, industriarsi, ingegnarsi in prima persona, magari approfittando di quegli incubatori di start-up che consentono di partire anche con risorse esigue».

Dai music club a Sanremo È un po’ il percorso che hanno seguito anche i ‘Marta sui tubi’: «Siamo stati davvero fortunati a raggiungere questa notorietà, perché è vero che facciamo musica da ani, ma è anche vero che ci sono tanti altri artisti che girano l’Italia da altrettanto tempo. Sentiamo però di meritarci questa popolarità visto che in dieci anni di attività abbiamo inciso cinque album e fatto mille concerti, quasi ‘porta a porta’, in Italia. E il tutto con pochi mezzi e investimenti. Quello che abbiamo seminato, lo stiamo raccogliendo. E ce lo stiamo anche godendo». Un punto di svolta è stato rappresentato dalla partecipazione al Festival di Sanremo: «Per noi Sanremo è stato importante, ma più che altro come finestra su un mondo che non ci appartiene. Ci ha dato una grossa visibilità anche se su un audience che non è la nostra, e ci ha dato una spinta dal punto di vista promozionale. Dal punto di vista professionale, altre cose ci hanno dato soddisfazioni, penso alla collaborazione con Lucio Dalla, avviata in sordina e condotta lontano dalle telecamere».

Il gruppo Nato come duo, formato da Giovanni Gulino e Carmelo Pipitone, ‘Marta sui tubi’ è una delle band più interessanti e seguite in Italia. Originari di Marsala, entrambi già attivi nel panorama musicale siciliano, i due s’incontrano artisticamente nel 2002. Nell’autunno dello stesso anno si trasferiscono a Bologna, dove nel giro di pochi mesi passano dai primi concerti nei pub alle registrazioni dell’album d’esordio ‘Muscoli e Dei’, con Fabio Magistrali, pubblicato a fine 2003. Nello stesso periodo la ‘famiglia’ si allarga con l’inserimento alla batteria di Ivan Paolini. Nel 2008 l’ingresso nel gruppo di Pisichedda e Bioschi e terzo album ‘Sushi e Coca’, il loro lavoro più ambizioso e sperimentale, ma anche quello di maggior successo. Dopo quattro album; centinaia di date live in giro per l’Italia e diverse collaborazioni, con Lucio Dalla ed Entico Ruggeri, ma anche con gli Afterhours per il progetto, ‘Il Paese è reale’; nel febbraio 2012 esce il loro quinto lavoro, ‘Cinque, la luna e le spine’. A febbraio 2013 partecipano per la prima volta al Festival di Sanremo, presentando i due singoli, ‘Dispari’ e ‘Vorrei’

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