di M.T.
Quattro giorni, 106 concerti, 450 musicisti, 100 volontari, 90 espositori, 24 guide all’ascolto, 5 palchi, 4 aree ristoro, 1 area ludica e di accoglienza per i bambini, 1 cinema, 3 workshop. Sono i numeri del Jazzit fest, iniziato giovedì a Collescipoli, alle porte di Terni e che andrà avanti fino a domenica.
Una festa Con ventisei concerti al giorno, conferenze, corsi, mostre d’arte e cineforum, il Festival sarà una vera e propria festa del jazz italiano – spiega Luciano Vanni, ideatore dell’evento – che vuole diventare un appuntamento tra musicisti, operatori del settore e appassionati di musica jazz attraverso una direzione artistica open source. A rendere ancora più prezioso e innovativo l’evento, all’interno del festival si tiene il meeting del jazz italiano, un autentico expo degli operatori del settore, etichette discografiche, festival, jazz club, scuole di musica, associazioni, promoter, agenzie di booking e management».
I contributi Una delle caratteristiche del festival, spiega Vanni, «è quella di non ricevere contributi pubblici», ma forse è più giusto dire che il sostegno pubblico arriva sotto altre forme, visto che il Comune di Terni, per esempio, evita di farsi pagare l’affitto dei palazzi e degli spazi pubblici che vengono utilizzati: «Spazi che altrimenti resterebbero chiusi e non visitabili – precisa Vanni – mentre così saranno fruibili».
Gli artisti Qualcuno potrebbe anche trovare qualcosa da ridire sul fatto che gli artisti non ricevono alcun compenso – solo vitto e alloggio – e questo potrebbe essere un precedente scomodo, per loro: «Noi non abbiamo detto a nessuno di venire a suonare gratis, ma sono stati i musicisti ad accogliere l’invito e a dare la propria disponibilità per suonare a titolo gratuito al Jazzit fest, dove avranno la possibilità di farsi ascoltare da una vasta platea di esperti».
I dibattiti Temi che, magari, potranno essere sviluppati nelle tre sessioni di lavoro promosse, all’interno del meeting, su tematiche sensibili per il sistema jazzistico nazionale e sviluppate dai relatori più importanti e autorevoli del settore: venerdi si parlerà de ‘La professione del musicista’, sabato de ‘Le istituzioni pubbliche e il jazz’ e domenica de ‘L’industria italiana del jazz’.

Il
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