di Noemi Matteucci
Anche se è solo alla terza edizione, si potrebbe già definire un pezzo di storia della cultura italiana, considerando che l’Unesco ha deciso di patrocinarlo. Vanta una good practice europea dal titolo ‘Culture Shapes the Smart City’ e la buona pratica culturale #laculturachevince. È il Jazzit Fest, evento dedicato alla musica, che invaderà le vie del borgo di Collescipoli, a Terni, dal 26 al 28 giugno.
Etica e carta dei valori Il Jazzit Fest, nato dalle piattaforme Jazzit e Il turismo culturale, è costruito su un’ideologia precisa, scritta nero su bianco nel codice etico e nella carta dei valori dell’organizzazione: è un evento ‘sostenibile’, che rifiuta per propria scelta i contributi pubblici, finanziandosi attraverso una Banca di sviluppo culturale, in poche parole una piattaforma di crowdfunding (raccolta fondi) aperta a tutti, che permette anche la selezione di progetti ed eventi ad alto valore etico e culturale. Per un’idea che mira a diventare, per la sua concezione, modello di riferimento in Italia e in Europa.
Musica e molto altro È chiaro che, come dice il nome della rassegna, Jazzit Fest è dedicato principalmente al mondo del jazz. Gli appuntamenti ‘diffusi’ per il paese, però, non si limitano esclusivamente alla musica. Sono previsti 66 concerti, 48 residenze creative, 9 mostre d’arte e fotografia, 9 conferenze e lectio magistralis, 3 laboratori di musica per l’infanzia e un pic-nic musicale. Il tutto contornato da 7 aree ristoro, per la promozione vera e propria del turismo culturale fra il pubblico.
Residenze e sharing economy Grazie al supporto della Pro loco di Collescipoli, il Jazzit Fest accoglierà musicisti e addetti ai lavori nelle proprie case, mettendo a disposizione spazi per allestire studi di registrazione, sale prova, aree expo, spazi per video e photoshooting, stazioni radio e lab creativi. Il Jazzit Fest fa inoltre inclusione sociale con la musica attraverso il sistema delle ‘residenze creative’, con musicisti che partecipano per promuovere la propria musica e, secondo la logica della sharing economy, l’economia collaborativa, per vivere un’esperienza fatta di scambio e condivisione. Anche gli addetti ai lavori seguono la stessa logica, per promuovere e valorizzare la propria attività condividendo con chi partecipa, nell’arco dei tre giorni, beni, servizi, professionalità, talento capacità.
Open source e numeri Il Jazzit Fest ha un programma open source, generato direttamente da musicisti e addetti ai lavori. Nessuno è invitato, ma tutti possono partecipare: Jazzit si occupa di selezionare gli interlocutori. Nell’arco di tre giorni, sono attesi 450 musicisti, 200 operatori del settore, 250 volontari, 60 standisti, 6 scuole di musica e oltre 10.000 presenze.
Il programma e tutte le informazioni sono disponibili nel sito dell’evento.
