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«I disegni ci sono e un recupero filologico del teatro Verdi di Terni secondo il progetto originario del Poletti, è possibile». Questo dichiara l’architetto Pierluigi Cervellati, già coordinatore (insoddisfatto) del recupero del teatro Galli di Rimini, tirato in ballo da prof Vittorio Sgarbi che si sta interessando al caso ternano dopo lo stop del sindaco Stefano Bandecchi al cantiere di esecuzione dei lavori secondo il progetto dello studio Am2a. In tempi non sospetti l’architetto ternano, oggi nelle file di Alternativa popolare, Danilo Pirro, quei disegni era andato a recuperarli proprio nella biblioteca modenese intitolata a Poletti facendosi l’idea di una quantità e qualità di materiale irrilevante ai fini di una ricostruzione fedele al teatro prima che fosse quasi totalmente distrutto dai bombardamenti nel corso della Seconda guerra mondiale «tanto che – come sottolineava in un video social già nel 2019 -, diversamente da quelli del cimitero monumentale di Terni, non vi è traccia di quei disegni nel catalogo della mostra del 1993 dedicata al Poletti». Il dibattito che per lungo tempo ha animato la città, negli ultimi giorni è tornato assai vivace. Dai disegni si evince come per una riproduzione fedele del bene inaugurato nel 1849, servirebbe rimettere mano anche alla facciata, unica parte sistemata dopo la dichiarata inagibilità del luogo nel 2009 e un crollo nel 2010. Secondo Cervellati, altri documenti potrebbero essere conservati a Roma. Intanto il primo cittadino tenendo fede alle promesse fatte in campagna elettorale ha stoppato l’avvio dei lavori. Nuove valutazioni e riflessioni, nonché confronti e pareri caratterizzerano probabilmente le prossime settimane, al pari delle verifiche su finanziamenti a disposizione e rischi del caso.

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