di M.R.
A Terni la questione stadio-clinica continua ad infuocare il dibattito in città. In particolare, ad esporsi sul tema mercoledì, dopo il consiglio provinciale, è stato il sindaco e presidente della Provincia, Stefano Bandecchi: «Vi posso dare un aggiornamento, la Ternana Calcio e la Ternana Women stanno facendo altri due provvedimenti di causa. È stato, per esempio, impugnato quel provvedimento che aveva emesso il Tar a suo tempo – ha annunciato -. Non eravamo più interessati a impugnarlo, ma dato che la Regione l’ha ritirato fuori, l’abbiamo impugnato. Per farlo c’era tempo fino al primo di dicembre».
Impugnata sentenza del Tar «Questa – ha commentato il primo cittadino – con mia grande soddisfazione perché il giudice era stato tratto in inganno con più menzogne espresse dall’avvocatura della Regione, che aveva detto che la Ternana non era parte in causa e quindi non poteva dire nulla del provvedimento. Il giudice prenderà atto che è stato già imbrogliato una volta. La Regione Umbria, secondo me, ha qualche problemuccio importante, deve risolversi». Rispetto al passaggio del terreno della Ternana Women alla Ternana Calcio, il sindaco commenta così: «Non è ancora stato formalizzato. C’è un compromesso e se non sbaglio la formalizzazione dovrebbe essere il 15 di marzo o febbraio, non ricordo. Comunque ci sono delle scadenze, il 16 di dicembre la Ternana deve provvedere a restituire due milioni di euro alla Ternana Women, che li ha dati per la costruzione della clinica nel salvataggio fatto della Ternana. Ternana Women che a sua volta li restituirà all’Università Niccolò Cusano. Questi soldi avevano uno scopo – spiega – che oggi non hanno più, cioè per la costruzione e la licenza della clinica, che oggi sono in capo alla Ternana Calcio».
Stadio-clinica Entrando nel merito dei cartelli esposti qualche giorno fa fuori dallo stadio di Terni, Bandecchi incalza: «Quei cartelli andavano messi perché il permesso a costruire è stato dato a luglio. La Regione si è ritirata dalla sospensiva che aveva chiesto. La sospensiva si chiede per motivi gravi e urgenti che cambiano la situazione creando un danno a qualcuno. Quindi la Regione aveva chiesto la sospensiva per il danno che aveva, in Regione forse si sono accorti che non avevano nessun danno e che avevano fatto una grande bischerata. Noi avevamo già chiesto di non discutere proprio nulla perché per noi non c’è proprio motivo di discutere, proprio per la conferenza dei servizi».

