Perdere le strutture di endocrinologia e diabetologia per «Terni sarebbe un altro colpo durissimo, considerato il fatto che stiamo parlando di un punto di eccellenza regionale che, a partire dalla delibera del 2014, svolge un’attività preziosa rispetto a patologie sempre più diffuse e pericolose specie per il binomio obesità-diabete». Così il consigliere regionale Pd Fabio Paparelli annunciando la presentazione di un’interrogazione alla Giunta.
Interrogazione Pd «Con l’approvazione del nuovo atto di programmazione – spiega il consigliere Dem – della rete ospedaliera regionale, deliberato lo scorso 28 dicembre dalla Giunta, l’azienda ospedaliera di Terni sta per perdere due strutture d’eccellenza. Il combinato disposto tra il paragrafo 5 del provvedimento, da cui emerge come la disciplina denominata ‘malattie endocrine, nutrizione e ricambio’ sarà riunificata sotto la direzione di
un’unica struttura complessa, e la Tabella C di pagina 50, con cui si attribuisce la stessa materia all’azienda ospedaliera di Perugia, fa sì che non ci siano dubbi, rispetto allo scippo di competenze che sta per essere compiuto nei confronti dell’ospedale di Terni».
Retroscena Insomma vuole vederci chiaro Paparelli e sottolinea che «ciò sarebbe accaduto con buona pace dell’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto che, ad una mia interrogazione del dicembre 2021, aveva risposto che a Terni non sarebbe stata posta in essere ‘alcuna riorganizzazione aziendale, permanendo attive le due strutture complesse ospedaliere di endocrinologia e di diabetologia, dietologia e nutrizione clinica’. Viene perciò da chiedersi – chiosa – se Coletto non sapesse davvero di che cosa stesse parlando, oppure se nel frattempo ha dovuto cambiare idea, sulla base delle decisioni diverse prese dalla presidente della Regione Donatella Tesei». C’è quindi da confermare o smentire «ciò che è riportato nel piano approvato a fine anno e, in particolare, rispetto all’accorpamento delle due strutture». Secondo Paparelli «la scelta di demolire la struttura per portarla a Perugia non tiene conto neppure degli atti di indirizzo votati unanimemente del Comune di Terni nel 2020 e finalizzati a mantenere integralmente l’identità del sevizio».
