Una magia quella che sono capaci di creare i protagonisti del quinto appuntamento di Visioninmusica, una combinazione tra elettronica e jazz in grado di sussurrare godibili melodie all’orecchio, facendo vibrare le corde dell’anima, stimolando altresì le coscienze. Il trombonista Robinson Khoury, in una commovente sinergia con tastiere e percussioni, non senza sintetizzatori e voci, porta sul palco l’impeto così dolce, travolgente, mistico e incredibile della maternità con una sapiente composizione che sfuma su quella che ha tutto il sapore di una ninna nanna. Khoury poi parla e suona di guerra e pace e il suo strumento è in grado di produrre talvolta quelle che sembrano le urla di chi soffre sotto le bombe. Il ritmo cambia di continuo, grazie alla percussionista, sotto gli impulsi dell’elettronica, come la metafora di una vita resiliente. L’album ‘Mya’ proposto nel corso della stagione 2026 di Visioninmusica è una riflessione, prima ancora che uno straordinario lavoro musicale e il pubblico della kermesse diretta da Silvia Alunni non può che apprezzare. Applausi.







A trent’anni, Robinson Khoury è già una figura di spicco della nuova scena jazz. Trombonista, compositore e cantante, Khoury mescola jazz, elettronica e influenze mediorientali, portando avanti una continua ricerca artistica sul suono e sull’identità musicale. Insieme a Léo Jassef alle tastiere e Anissa Nehari a percussioni e voce, costruisce un universo sonoro in cui il trombone diventa quasi una voce. La musica intreccia ritmi arcaici, sintetizzatori modulari, scale mediorientali e improvvisazione jazz, creando atmosfere sospese e cariche di tensione. Nel progetto emergono anche le radici libanesi dell’artista, evocate come memoria e ricerca identitaria.
