Era il 1926 e qualcuno stava cercando di uccidere Benito Mussolini. Non una volta, ma quattro. In meno di un anno, quattro persone: un socialista, un anarchico, una nobildonna irlandese e un ragazzo di quindici anni, puntarono la loro arma contro il capo del governo italiano. Nessuno ci riuscì. E l’Italia, da quel momento, non fu più la stessa. A cento anni di distanza, quelle storie tornano a Terni. Giovedì 30 aprile, alle 16.30, nella sala videoconferenze della Biblioteca Comunale, storici, ricercatori e giornalisti si riuniranno per presentare “Mussolini nel mirino 1925-1926, due anni di fuoco”, il volume edito da Rubbettino che ricostruisce, attentato per attentato, uno degli snodi più drammatici e meno raccontati del fascismo italiano. Ingresso libero, aperto a tutti.
Il libro Curato da Alberto Aghemo, Brunella Dalla Casa, Giuseppe Galzerano e Giovanni Pietro Lombardo, il volume ripercorre la sequenza di attentati che dal 4 novembre 1925 al 31 ottobre 1926 prese di mira Mussolini, allora saldamente al potere ma non ancora padrone assoluto del Paese. Quattro tentativi, quattro biografie radicalmente diverse, un unico filo che le attraversa: la certezza, o forse l’illusione, che eliminare il Duce potesse bastare a fermare ciò che stava accadendo all’Italia. Non bastò. Ogni attentato fallito si trasformò in un regalo per il regime: il pretesto perfetto per stringere il cappio intorno alle libertà civili, accelerare la svolta autoritaria e alimentare il culto della personalità. Chi aveva puntato la pistola contro Mussolini credeva di colpire il fascismo. Ottenne l’effetto opposto.
Perchè Terni L’incontro non è casuale nella sua collocazione geografica. Le vicende narrate nel libro sfiorano la storia di Terni e del suo territorio: un filo sottile ma reale che lega la città umbra a uno degli snodi più drammatici della storia nazionale.Un elemento che rende l’appuntamento particolarmente significativo per il pubblico locale, al di là del valore storiografico del volume. Il nesso preciso sarà chiarito nel corso dell’incontro dagli autori stessi.
Gli ospiti A presentare il volume saranno due dei quattro curatori. Alberto Aghemo, giornalista e storico, oggi presidente della Fondazione Giacomo Matteotti, Giovanni Pietro Lombardo, già professore ordinario di Storia delle Scienze e delle Tecniche Psicologiche alla Sapienza di Roma. Con loro siederanno Elisabetta Cicciola, ricercatrice di Storia delle Scienze Psicologiche alla Sapienza, e Matteo Petracci, ricercatore di storia contemporanea all’Università di Camerino. Luca La Rovere, professore associato di Storia contemporanea all’Università di Perugia, offrirà uno sguardo radicato nel territorio. Chiude il panel Filippo Formichetti, giornalista di TerniToday e autore di una tesi proprio sugli attentati a Mussolini.
