«Per quanto il comportamento del ricorrente nei confronti dell’ex amante risulti odioso e assolutamente inaccettabile alla luce dei criteri che devono improntare la convivenza civile ed in particolare i rapporti tra uomo e donna, non può non considerarsi che tutto si è verificato all’interno di una relazione i cui aspetti negativi non si sono diffusi, né è probabile si riproducano al di fuori di quel contesto, tanto più se si considera la situazione di convivenza famigliare attualmente in essere. In altri termini, non sembra corretto sovrapporre un giudizio di disvalore etico e sociale, per quanto pesante, alla valutazione di pericolosità richiesta dalla normativa sul soggiorno degli stranieri». Queste le motivazioni in base alle quali il Consiglio di Stato ha dato ragione a un uomo al quale, a seguito di condanna a tre anni di reclusione, la questura di Terni aveva revocato il permesso di soggiorno. Già il Tribunale amministrativo regionale (Tar) per l’Umbria aveva di fatto annullato il provvedimento di revoca del permesso di soggiorno. In appello, Ministero dell’Interno e Questura hanno impugnato la decisione incassando il respingimento del ricorso.

Il Consiglio di Stato, confermando la sentenza di primo grado, ha fatto riferimento principalmente a un deficit istruttorio e motivazionale da parte dell’autorità che non ha applicato correttamente le tutele previste per i soggiornanti di lungo periodo, precisando che la revoca non può scattare automaticamente a seguito di una condanna penale, ma richiede una valutazione discrezionale e una motivazione articolata che escluda ogni automatismo tra il reato e il provvedimento di espulsione o revoca. Nello specifico è stato rilevato che all’adozione della revoca del titolo di soggiorno, non erano stati presi in debita considerazione: la lunga permanenza dell’uomo in Italia (oltre sette anni); lo svolgimento di una lecita e continuativa attività lavorativa, nonché la grave situazione familiare: l’uomo convive con la moglie e due figli minori, entrambi affetti da disabilità (handicap neuropsichiatrico certificato), per i quali egli rappresenta il sostegno economico e che ricevono in Italia le cure necessarie.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.