Incarico al perito nel procedimento a carico di un 89enne accusato di violenza sessuale nei confronti di un minore. Davanti al giudice per le indagini preliminari Giorgio Margheri, al medico Franco Simonucci è stato chiesto di valutare la capacità dell’imputato di stare in giudizio, la sua condizione al momento dei fatti e l’eventuale pericolosità sociale. Il perito, dopo il giuramento, ha ricevuto l’incarico di esaminare l’anziano e acquisire tutta la documentazione medica necessaria, anche presso strutture pubbliche o private.
L’accusa L’89enne è accusato di avere avvicinato un ragazzino alla fermata dell’autobus di via Gramsci, a Corciano, e di avergli rivolto frasi a sfondo sessuale. Secondo il capo d’imputazione, dopo avergli detto «sei proprio un bel ragazzo», gli avrebbe dato «un bacio sulla guancia», chiedendogli anche «come siamo messi lì sotto» e allungando una mano fino a stringergli le parti intime. L’episodio contestato risale al 9 ottobre 2024. La Procura contesta anche l’aggravante di avere commesso il fatto ai danni di un minore di 18 anni.
Il quesito Nel quesito il giudice chiede al perito di accertare «se l’imputato sia capace di partecipare coscientemente al processo» e, in caso di incapacità, di chiarire «se la stessa ha carattere di irreversibilità o meno». Il medico dovrà inoltre stabilire «se l’imputato fosse incapace di intendere e volere al momento dei fatti prospettati nel capo d’accusa», risalenti al 9 ottobre 2024. Nel caso in cui venga accertata l’incapacità, il perito dovrà indicare «se essa è da intendersi totale o parziale». Tra i punti affidati all’accertamento c’è anche l’eventuale pericolosità sociale: il quesito chiede di verificare «se l’imputato presenta profili di pericolosità sociale derivanti da suoi emersi stati patologici» e di riferire «ogni altra questione utile ai fini di giustizia».
I tempi Le operazioni peritali inizieranno il 4 agosto con la visita dell’imputato. Il giudice ha autorizzato il deposito della relazione entro 60 giorni dall’inizio delle operazioni e ha consentito al perito di avvalersi di collaborazione ausiliaria per eventuali test psicometrici. Le parti potranno nominare consulenti tecnici fino all’inizio delle operazioni peritali. Il procedimento è stato rinviato al 12 novembre per l’escussione del perito e le successive decisioni.
La parte civile Nel procedimento si sono costituiti parte civile il padre del minore, in proprio e quale esercente la responsabilità genitoriale sul figlio. Nell’atto depositato si evidenzia che le condotte contestate avrebbero provocato un danno patrimoniale e non patrimoniale al ragazzo e al genitore, indicato come vittima secondaria. La parte civile ha chiesto il risarcimento dei danni, quantificati in 30mila euro. L’imputato è assistito dall’avvocato Gloria Volpi.
