di Chiara Putignano

Pronte quattro lettere da parte del Comune di Terni indirizzate ad Ast, alla Regione, all’Asl 2 e al Governo affinché si intervenga sulla questione ambientale delle Acciaierie. La mossa è dell’assessore all’Ambiente, Mascia Aniello, che l’annuncia con un post sui social: «Abbiamo ricevuto forti lamentele per le condizioni operative in cui si trovano ad agire numerosi dipendenti delle Acciaierie, in particolare di alcuni settori specifici, aree critiche ben conosciute alla proprietà e alle autorità di controllo». Sul punto, poi, nelle ultime ore sono intervenuti anche la Guardia nazionale ambientale e Codici Umbria: «Invitiamo tutti gli organi preposti e il Governo a una verifica a 360 gradi per fare chiarezza sulla situazione dell’impatto ambientale che questa situazione può portare nella nostra città».

Ast e ambiente Aniello sui social prende una posizione netta: «Stando a fonti ufficiali, trascorsi ormai 18 mesi dall’aquisto di Ast da parte del cavalier Arvedi, le concentrazioni di cromo, nichel e altri metalli pesanti in aria e suolo restano tuttora lontanissime da quel che pretendiamo per la qualità della vita dei lavoratori e dei residenti ternani. Le analisi del fiume Nera, dopo i depuratori Arvedi-Ast, mostrano tassi inaccettabili di metalli nelle acque».

Le lettere L’assessore annuncia quindi una serie di lettere indirizzate alla proprietà «affinché preso atto della situazione, senza ulteriori indugi, investa quanto necessario per ridurre significativamente le emissioni nell’aria, nei suoli e nelle acque. Facendo esclusivamente quel che si farebbe per tenere pulita casa propria: aggiornando gli impianti e migliorando le tecnologie». Una seconda lettera sarà indirizzata alla Regione Umbria: «Affinché venga urgentemente revisionata l’Autorizzazione integrata ambientale del 2019, documento che, come il precedente del 2010, non ha cambiato di una virgola lo stato dell’arte». «Una terza lettera – annuncia l’assessore – sarà inviata all’Asl 2, affinché riprenda subito gli studi sulla contaminazione alimentare da metalli pesanti e diossine-Pcb». Infine, una quarta lettera sarà inviata al Governo e alle autorità preposte, «affinché siano accertate e sanzionate le responsabilità dell’ammorbamento da metalli nella conca ternana, chiamando pertanto gli autori a risponderne a ogni livello, conformemente alle norme basate sul principio europeo ‘Chi inquina paga’».

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