di Marco Torricelli
In fondo la faccenda è semplice. Prendi uno che canta l’amore come per caso, con una voce un po’ roca, che somiglia ad un unghia che ti scava l’anima e tira fuori sensazioni ed emozioni che manco ti ricordavi di saper provare. Poi prendi un altro che usa i tasti del pianoforte come se fossero setole di un pennello morbido, con cui quelle sensazioni e quelle emozioni, te le accarezza. Fino a farti sperare che non smettano mai. E il gioco è fatto.
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Fuoriclasse Il problema è che non capita spesso di incontrare due tipi come Gino Paoli e Danilo Rea. Perché martedì, nella serata – sold out – inaugurale del Narni Black Festival, quei due lì, hanno fatto proprio questo. Con una semplicità che solo i fuoriclasse possono mettere in mostra e in una location, l’auditorium di san Domenico, che ci ha messo del suo per creare la giusta atmosfera, hanno preso letteralmente per mano quelli che c’erano e se li sono portati via con loro, per un paio d’ore di puro sogno.
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La scaletta Dai ‘classici’ del repertorio di Gino Paoli, ai quali Danilo Rea ha aggiunto passaggi caratterizzati da classe purissima, passando per alcune melodie napoletane, riproponendo pezzi scritti da altri fenomenali autori italiani e non trascurando spartiti d’oltre Oceano, i due artisti hanno intrecciato una trama dalla quale il pubblico è stato, semplicemente, avvolto, un brano dopo l’altro, fino a finire in piedi, per l’ultimo applauso.
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Seconda serata Mercoledì il Narni Black Festival vivrà la seconda serata: sempre all’auditorium di san Domenico, con inizio alle 21, il pianista Dado Moroni e il sassofonista Max Ionata saranno ‘Two for Duke’, per un omaggio a Duke Ellingotn e per la musica del ‘duca’ che ha fortemente influenzato questi due straordinari musicisti che, con un raffinato dialogo tra piano e sax, esprimono tutta l’ammirazione per l’eredità che il genio del grande jazzista ci ha lasciato.
