Impianto di coincenerimento Bioter di Terni. Dopo la riattivazione, l’associazione Verdi, Ambiente e Società si muove e diffida formalmente «la Regione Umbria nonché gli altri enti destinatari, ciascuno per la sua competenza, dal procedere alla messa in esercizio dell’impianto».
Diffida Bioter Terni L’associazione nel documento, con firma del presidente pro tempore Stefano Zuppello e dell’avvocato Valeria Passeri, riepiloga i vari passaggi tra determinazioni della Regione e sentenze di natura amministrativa poi diffida formalmente gli enti dal procedere alla riattivazione dell’impianto fino a quando non ci sarà: la «redazione e pubblicazione di una Valutazione di Impatto Sanitario», il «completamento dei monitoraggi ambientali e sanitari», «l’adempimento delle prescrizioni dell’Aia vigente». Si parla anche di «garantire la partecipazione pubblica».
Azioni legali In caso di mancata sospensione del procedimento di riavvio, si legge ancora nel documento, l’associazione procederà con «ricorso al Tar dell’Umbria o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per l’annullamento dell’autorizzazione dirigenziale n. 2748/2025, per violazione delle normative sanitarie, ambientali e di partecipazione; esposto alla Procura della Repubblica di Terni e alla Procura Contabile; segnalazione alla Commissione Europea per violazione delle Direttive 2010/75/UE e 2003/4/CE, riguardanti la gestione ambientale e il diritto alla partecipazione pubblica».
