Alfredo Rodriguez a Visioninmusica

di Noemi Matteucci

Non potrebbe esserci miglior finale, per un artista e per un direttore artistico di un festival musicale, che quello con un doppio bis. Due volte il pubblico, fra scrosci di applausi, ha chiesto al pianista cubano Alfredo Rodriguez di rientrare in sala, dopo la fine del suo concerto a Visioninmusica 2016 sulle note dell’album Tocororo, dopo uno spettacolo a cui raramente i grandi appassionati di musica assistono.

Cubanità a tutto tondo Sul palco, Alfredo Rodriguez è arrivato in tutta la solarità e bellezza tipiche della sua terra, Cuba, accompagnato da quelli che chiama i suoi due ‘hermanos’ (fratelli, n.d.r.), Reinier Elizarde al contrabbasso e Michael Olivera alla batteria, che lo accompagnano nella tournée di cui Terni è stata per ora l’unica data italiana. Per due ore, il concerto si è snodato su note più o meno ritmate con unico viaggio, quello verso la terra di origine dei musicisti.

Tocororo e la musica ‘libera’ La tappa a Terni di Rodriguez, che all’inizio prevedeva l’ascolto del suo penultimo album, The Invasion Parade, si è rivelata per il pubblico una sorpresa dato che il pianista ha presentato Tocororo, uscito a marzo. «Tocororo è il nome dell’uccello nazionale di Cuba – ha spiegato Rodriguez -, un piccolo e delizioso animale che, se chiuso in gabbia, muore. Ho applicato la stessa filosofia alla nostra musica, che nasce chiaramente nel mondo cubano, ma che dobbiamo portare fuori affinché possa volare libera».

Intensità e cover Al piano, Alfredo Rodriguez brilla, diviene un tutt’uno con il suo strumento, trasmette la sua anima e la sua arte dalle sue mani. improvvisa, fondendosi perfettamente con la band, regalando momenti di intensità e tutta la sua capacità di rinnovare uno strumento e un genere dando al piano la freschezza degli stili inediti, originali. Salta da Veinte Años a Tocororo, da Quizas, Quizas, Quizas a Guantanamera, per poi tornare ai suoi brani più lenti e intensi. Ricchi di pathos, che raggiunge il picco massimo durante i due bis.

Grande musica e gran finale Chi ha visto esibirsi i grandi pianisti ha potuto rivivere le stesse intense sensazioni che si possono provare di fronte a nomi del calibro di Keith Jarrett, solo per citarne uno. Rodriguez mette tutta la sua fisicità nel suonare, salta sullo sgabello dall’energia, con il look pulito e trasparente del grande talento che, nonostante il successo mondiale, è rimasto con i piedi ben saldi a terra, non risparmiandosi in sorrisi, ringraziamenti e vicinanza al pubblico. E con l’acclamazione del pubblico, sia l’artista sia Silvia Alunni, direttore artistico, possono chiudere in grande la serata e la stagione musicale.

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