di Noemi Matteucci
Tre ragazzi all’apparenza molto semplici, sorridenti, entusiasti di stare sul palco, che fanno lo sforzo di parlare l’italiano per presentarsi al pubblico ternano di Visioninmusica. Poi, quando mettono le mani su tastiere, contrabbasso e batteria e partono le note, il clima cambia e ci si accorge all’istante che i Rusconi (Stefan Rusconi, Fabian Gisler e Claudio Struby) meritano di essere ascoltati dal primo all’ultimo minuto, perché sono nati per fare musica nuova, d’avanguardia, diversa. E chi segue la musica sa bene quanto sia difficile emergere con musica diversa nel panorama attuale.
History Sugar Dream Sul palco dell’auditorium Gazzoli il trio si è esibito per la prima volta giovedì 24 marzo per presentare l’ultimo album History Sugar Dream. Dietro alla semplicità con cui hanno fatto musica per un’ora e mezza, c’è una vita passata a studiare tastiere, piano, batteria e contrabbasso per trovare l’incrocio perfetto che produca nuovi suoni. E i Rusconi ci riescono sorprendentemente bene, trasmettendo in quei suoni l’entusiasmo e le immagini visionari che li contraddistinguono.
Pubblico esperto e non La proposta dei tre svizzeri include brani lunghi che variano spesso in ritmo e in intensità, completamente diversi fra loro ma sicuramente originali, unici nel loro genere, riservato sì agli appassionati, ma con la capacità di coinvolgere anche un pubblico meno esperto in questo tipo di ascolti, che riesce comunque a cogliere il talento nella fusione di strumenti e ispirazioni.
Dimensione nuova e raffinata Sicuramente, a godere appieno di un concerto è un orecchio esperto; tuttavia, chiudendo gli occhi, anche chi si avvicina alle sperimentazioni dei Rusconi per la prima volta può essere letteralmente catapultato nella loro dimensione nuova, a tratti sconosciuta, diversamente raffinata. Si comprende bene, ascoltandoli, che gli oltre trecento concerti che li hanno portati in tour in Europa e Asia, in moltissimi jazz festival e in tanti club prestigiosi, non sono stati scelte casuali, perché il successo, i Rusconi, lo meritano davvero.
