Secondo i pentastellati Thomas De Luca e Claudio Fiorelli giovedì l’impianto di coincenerimento ex Printer di Terni avrebbe sbuffato fumo arancione, mentre il sindaco Bandecchi richiamava a sé i giornalisti per presentare il suo progetto politico su Perugia. «Cosa fa il sindaco di Terni mentre a Maratta riparte nel silenzio generale il secondo inceneritore?», così gli esponenti del Movimento 5 stelle in una nota. In serata l’assessore all’Ambiente Mascia Aniello replica e smorza gli animi: «Nessuna comunicazione, l’impianto resta chiuso – scrive in un post sui social -. Quando i funzionari di Arpa Umbria si sono recati sul posto, non solo non hanno riscontrato attività, ma non hanno nemmeno trovato alcun lavoratore, perché la stessa area di pertinenza ex Printer era deserta». Rassicura: «Nelle prossime ore verranno comunque effettuati ulteriori approfondimenti».
La nota M5s «Eppure il sindaco Stefano Bandecchi – tuonano Fiorelli e De Luca – dovrebbe essere il primo ad aver ricevuto obbligatoriamente la comunicazione di riapertura dell’impianto ex Printer, o quantomeno dovrebbe essere il primo a sapere quello che sta accadendo in un’area ad elevato rischio ambientale nella città che dovrebbe governare. Considerando l’impianto già esistente di Acea, con la riattivazione anche di questo secondo inceneritore arriveremmo a quella capacità e a quel fabbisogno previsto all’interno del Piano regionale dei rifiuti per bruciare tutti i rifiuti solidi urbani dell’intera regione, così da trasformare Terni nella pattumiera dell’Umbria. L’assessore regionale all’ambiente Michele Morroni solo due mesi fa aveva ‘rassicurato’ rispondendo all’interrogazione prestata in aula a Palazzo Cesaroni che non era prevista alcuna operazione di riavvio dell’inceneritore ex Printer».
La risposta di Palazzo Spada «L’impianto di coincenerimento ex Printer resta chiuso – fa sapere l’assessore Aniello -. Essendo mancata qualsiasi comunicazione alle autorità, tale impianto non può essere né a regime, né in stato di esercizio. Anche le fasi di manutenzione straordinaria vanno comunicate formalmente. E anche questo non è accaduto». Arpa Umbria avrebbe già fatto un primo controllo all’impianto, nel quale avrebbe trovato cancelli chiusi e nessun addetto ai lavori. Per un’area così a rischio come la Conca ternana «va cambiato direttamente lo strumento di pianificazione, il Prg di Terni: è quel che nessuno a Palazzo Spada ha mai fatto, ma che noi faremo. Infatti è soltanto questa la chiave per costruire un effettivo percorso di sostenibilità ambientale, unitamente a un rigoroso controllo di tutte le fonti inquinanti, fino alla sospensione e agli altri provvedimenti previsti per tutte le attività che non rispettino le normative vigenti».
