Emmanuel durante il concerto

di Noemi Matteucci

Ci sono concerti che riescono a trasmettere al pubblico che li segue tutto l’amore per la musica e il virtuosismo di chi, con la chitarra, ci ha fatto una vita. Concerti che, anche con una scaletta discutibile, offrono due protagonisti che hanno segnato la storia della musica italiana e internazionale con la loro capacità di pizzicare le corde e far vibrare l’anima di chi li ascolta: Dodi Battaglia e Tommy Emmanuel.

Dov’è andata la musica La serata aveva il clima giusto e la location delle grandi occasioni, l’anfiteatro romano di Terni. In programma, c’era il nuovo disco scritto – e suonato – a quattro mani da Dodi Battaglia e Tommy Emmanuel, il primo icona della chitarra pop elettrica italiana, il secondo re mondiale indiscusso del fingerstyle. Dov’è andata la musica, come ha dichiarato anche Battaglia, «non è la pretesa di spiegare lo stato dell’arte della musica», ma di interpretare il cambiamento che negli anni ha portato l’artista dove è oggi. Il viaggio, infatti, è di quelli nel tempo, dai lontani ’60 fino al 2015.

A tutta chitarra L’intro promette bene: Battaglia ed Emmanuel si lanciano subito in un duo solo chitarra in cui le sonorità dell’elettrica e dell’acustica si mescolano, per dar vita a un’insolito ma emozionante mix di note e di vibrazioni. Ha il suo fascino di sempre, Battaglia, il fascino sicuro e collaudato di chi calca il palcoscenico da decenni e conosce fin troppo bene il suo pubblico, affezionato e caloroso. Nonostante sia un mostro sacro della chitarra, invece, Emmanuel sembra conservare ancora la naturalezza dell’enfant prodige, è solare, scherzoso, in grado di impreziosire ogni accordo con la semplicità e il talento vero di chi, evidentemente, è nato per suonare.

Pooh ed Emmanuel La serata è una due ore di alternanza tra il nuovo disco di Dodi Battaglia, che apre con i brani Grazie e Dov’è andata la musica, di un Tommy Emmanuel presente in quasi tutti i pezzi, di fianco al chitarrista dei Pooh, a fare da seconda chitarra d’eccezione e di excursus nella storia della storica band italiana. Da Ci penserò domani e Amici per sempre, Battaglia apre la scia dei successi del gruppo e li alterna a novità del disco, per attendere poi il rientro di Tommy Emmanuel sulle note di Mediterranean Girl, scritto dal chitarrista australiano e suonato a due, fino a lasciargli lo spazio più atteso della serata, quello dei suoi tre assoli che emozionano il pubblico e che si chiudono con Louis and Clark, scritta per il disco di Battaglia.

Emozioni e revival Emozionano le chitarre di Battaglia ed Emmanuel, così come i ricordi legati a quasi cinquant’anni di musica pop italiana. Delude la scaletta, invece, per chi seguiva il concerto in cerca di un Tommy Emmanuel protagonista, limitato a qualche assolo e a fare da seconda chitarra, dove la nota elettrica schiaccia quella acustica, affibbiando al mito del fingerpicking un ruolo decisamente secondario. Lo spettacolo promettente che, visto il calibro degli artisti, ha le potenzialità di un gioiellino di esibizione a due, diventa così, purtroppo, per alcuni aspetti, un po’ troppo un revival prolungato e arricchito dei brani più famosi dei Pooh.

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