di M.R.
Ultima settimana di manutenzioni durante il consueto stop estivo, poi tutti gli impianti dell’acciaieria Arvedi-Ast di Terni riprenderanno a marciare. Secondo quanto trapela dalle parti di viale Brin, per il mese di settembre c’è il pieno di ordini. Segnali meno incoraggianti arrivano invece dal Tubificio. Dopo le tensioni del mese scorso, è atteso tra una decina di giorni un incontro tra rappresentanti sindacali e vertici aziendali, compresi alcuni tecnici cremonesi, al quale potrebbe essere illustrato il piano industriale. Ad oggi, la fermata più lunga di quella inizialmente prevista e l’assenza di notizie di un portafoglio clienti più ampio non fanno ben sperare; anche perché gli spostamenti di personale dal sito di Maratta potrebbero non essere terminati.
Ast Intanto non mancano questioni aperte in acciaieria. In assenza di un Accordo di programma che sembrava la prerogativa agli investimenti del cavaliere di Cremona e del quale nessuno sembra più voler parlare (forse la scadenza elettorale delle Regionali è considerata ancora troppo lontana), il costo dell’energia incide così tanto sul fatturato che la lavorazione di bramme dall’Indonesia è sempre all’ordine del giorno, è da valutare la nuova impiantistica che si sta mettendo a terra e sulle scorie, oltre i clamorosi ritardi nella piena realizzazione del progetto, pesa anche il grido d’allarme di un intero quartiere, quello di Prisciano, che chiede migliori condizioni di vita nella convivenza con la grande fabbrica.
Scorie Per la piena operatività degli impianti Tapojarvi con conferimenti decrescenti in discarica e commercializzazione degli scarti da lavorazioni siderurgiche trattati, era stato indicato il 2021. Tre anni più tardi le notizie in merito sono di lavori sulla rampa scorie fino al 2025 e sperimentazioni in atto sul filler End of waste recuperato da scorie di acciaieria. Intanto da Prisciano attendono misure contro polveri e vibrazioni. Proprio in questi giorni, dopo la diffida del Comune e i provvedimenti adottati sulle lavorazioni notturne sono in corso interlocuzioni tra management della società finlandese e assessore Sergio Cardinali per studiare soluzioni a tutela della vivibilità dei residenti; i quali fanno sapere che da qusto Ast è in fermata, polveri, fumate e puzze non ci sono più. Tuttavia segnalano che il 13 agosto scorso col fortissimo vento Prisciano è stato avvolto da una nube bianca: «Non era altro – affermano i residenti – che scoria che stazionava nel magazzino Metal Recovery. Ast dovrebbe mettere in atto delle misure tampone come bagnare strade e piazzali interni al sito siderurgico. Misure che evidente non funzionano, o almeno non così bene come dovrebbero».
