di M.R.

Commesse sì, commesse no, ferie negate poi la prospettiva di quelle forzate e all’orizzonte pure una diversa organizzazione del lavoro tesa a ritmi sempre più serrati. Nella giornata di mercoledì, i tira e molla del management del Tubificio di Terni, rappresentati ai delegati sindacali, hanno provocato la reazione spontanea dei lavoratori che hanno cercato il confronto diretto con l’Ad, Alessia Balloriani, scioperando per quattro ore con la copertura dei sindacati.

Tubificio di Terni L’iniziativa per diverse criticità riscontrate all’interno dello stabilimento della casa madre Ast, ha comportato in serata il coinvolgimento delle segreterie dei sindacati metalmeccanici. A fronte di nuovi impegni aziendali, la sospensione delle attività lavorative è stata per ora congelata ma di nuovo si tornerà al confronto nell’arco di una decina di giorni per sciogliere tutti i nodi.

Arvedi-Ast La spinta commerciale che era stata promessa dai vertici aziendali risulterebbe impalpabile e l’impiego sistematico di tecnici da Cremona, con la mission di ottimizzare i tempi di produzione, lasciano spazio a ipotesi di ristrutturazioni interne che dalla rappresentanza sindacale unitaria non sono certo viste di buon occhio. Il clima nel sito di Maratta è piuttosto teso. I numeri delle tonnellate confezionate troppo spesso non corrisponderebbero a quelli dei tubi venduti e la preoccupazione dunque sale.

Acciaieria L’iniziativa di sciopero è sospesa ma l’aggiornamento dei lavoratori attraverso i rappresentandi di Fim, Fiom e Fismic dovrà essere costante. Intanto l’azienda, per convincere le maestranze a sospendere almeno temporaneamente la mobilitazione, ha ritirato la proposta delle ferie forzate nelle giornate di venerdì del mese di luglio. Il Tubificio resta sorvegliato speciale. Nel frattempo una fermata produttiva estiva più lunga di quella prospettata nelle settimane passate alle organizzazioni sindacali, dovrebbe riguardare anche l’acciaieria di viale Brin.

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