di M.R.
«Quello dei grandi fucinati è un mercato garantito per i prossimi quattro anni eppure la produzione d’eccellenza di Acciai speciali Terni è messa a repentaglio da pesanti carenze infrastrutturali. Il sito siderurgico ternano di proprietà Arvedi è l’unico in Italia in grado di produrre pezzi che superano le 200 tonnellate ma i problemi che si riscontrano in fase di trasporto su ferro, fanno sì che la concorrenza estera rosicchi il portafoglio clienti fino a poter determinare lo stop totale della produzione». Questo l’allarme lanciato dal segretario della Fiom-Cgil di Terni Alessandro Rampiconi in occasione dell’iniziativa promossa e organizzata dal Pd di Terni nell’ambito della festa in corso al parco di Cardeto. Quello dei collegamenti insufficienti e dei prezzi elevatissimi per il trasporto non è un tema nuovo; già se ne era parlato, non a caso, ai tempi del lingotto record prodotto da Ast o del viaggio speciale organizzato per 4 cilindri per laminatoi.
Festa Pd ‘Terni e Ast, un piano d’azione globale per un futuro sostenibile’ il titolo dell’iniziativa di martedì sera alla quale hanno preso parte anche Emilio Trotti della segreteria Fim Cisl Umbria, Michele Pelini delegato Ast Uilm, Maurizio Zara presidente regionale di Legambiente Umbria, e due esponenti del Partito democratico: Emidio Gubbiotti della segreteria comunale e Vania Buiarelli, provinciale. Un confronto utile per fare il punto sulle questioni aperte che riguardano la più grande fabbrica del territorio, un dibattito che ha fatto emergere ancora una volta le esigenze di Ast, la debolezza delle istituzioni e i limiti di tavoli decisionali ristretti. Il prossimo marzo l’acciaieria compie 140 anni, è ancora oggi la principale azienda dell’Umbria eppure si trascina da tempo questioni irrisolte che – è emerso durante il confronto -, oltre alle responsabilità delle istituzioni, su politica industriale, energia, infrastrutture e ambiente, hanno incontrato anche una certa miopia imprenditoriale sul territorio. Numerose cioè le aziende nate e cresciute esclusivamente in funzione di Ast che oggi fanno i conti con una gestione Arvedi che cambia le carte in tavola e che, come confermato da Pelini, finirà presto per mettere mano a un ridimensionamento del settore impiegatizio.
Accordo di programma Nel corso della serata si è parlato del caso Tct, rispetto al quale Trotti ha in qualche modo lanciato un messaggio di rassicurazione ai lavoratori oggi in cassa integrazione date le crescenti assunzioni che Timpani sta facendo in altre sue aziende, ma anche forte delle promesse che il cavaliere di Cremona fece davanti alla cattedrale di Terni il giorno di San Valentino. La chiusura dell’azienda di Maratta, determinata dal mancato accordo tra privati sul prezzo del contratto per taglio e spedizioni tubi, ha avuto un impatto significativo sul Tubificio ma l’azienda come noto sta lavorando per reinternalizzare il servizio. Una mission inizialmente non prevista da Arvedi che invece ha immediatamente proceduto allo scorporo del Tubificio; operazione, come altre, rispetto alla quale i sindacati non ritengono di poter ancora effettuare una valutazione compiuta. Ciò vale per l’intero piano industriale, perché mai dettagliato. Comprensibile. Arvedi su un aspetto è stato chiarissimo dal principio: investimenti solo con Accordo di programma.
Arvedi-Ast In una recente lettera ai dipendenti, l’azienda aveva indicato il 31 luglio come data per la sottoscrizione di quella intesa con governo e istituzioni locali ma ciò non è avvenuto e a distanza di 19 mesi dall’ingresso della nuova proprietà, è stato evidenziato, non è un segnale buono. Prossima data da cerchiare in rosso per le sorti di Ast, quella di fine settembre che, come sottolineato da Trotti, dovrebbe rappresentare la deadline per il parere della conferenza dei servizi sulla rampa scorie. Nonostante i clamorosi ritardi Ast-Tapojarvi, le recenti novità comunicate dall’assessore Melasecche hanno rincuorato anche Legambiente che sposa l’espressione futuro sostenibile coniata dal Pd per l’iniziativa e richiama le istituzioni a concentrarsi su questioni serie e concretamente realizzabili. Agli esponenti politici insomma, rappresentato con l’occasione il quadro completo della fabbrica allo stato attuale e quindi le istanze delle quali il territorio deve farsi portavoce per il futuro di Ast che, è stato ribadito da Buiarelli non è una azienda qualunque ma un sito col quale Terni si identifica. A questo proposito, ricordate da Gubbiotti le lotte sindacali durante la vertenza del 2014 che, è stato ribadito, hanno contribuito a mantenere l’acciaieria così come oggi l’ha acquisita l’imprenditore italiano.
