di Daniele Sborzacchi
Dopo tanto silenzio, lo ‘Zar’ Ivan Zaytsev torna a parlare. E lo fa naturalmente chiarendo il suo punto di vista in merito alla ‘questione scarpe’ che ha portato alla sua temporanea esclusione dalla nazionale azzurra. Mentre i compagni azzurri sono in ritiro a Cavalese per preparare gli Europei di fine agosto-inizio settembre in Polonia, lo schiacciatore della Sir Volley Perugia sta ricaricando le pile con il beach volley e nel contempo, con una intervista esclusiva rilasciata a SkySport, dà la sua versione sulla ‘querelle’ con la Fipav.
Clamoroso: revocata la convocazione con l’Italvolley a Zaytsev
La storia Come è ormai arcinoto, la Fipav ha stipulato un contratto con lo sponsor Mizuno per le calzature dei propri atleti in maglia azzurra, che quindi devono vestire per forza di cose questa ‘griffe’. Zaytsev dal canto suo è testimonial di Adidas e utilizza le scarpe prodotte da questo marchio. Le parti non sono riuscite a trovare un accordo e di conseguenza la federazione ha revocato la convocazione con l’Italia allo Zar.
Il ct azzurro Blengini: «Zaytsev non farà parte del gruppo»
Le parole di Zaytsev «Sono stato dipinto come un mercenario, questa è una storia che mi lascia tanto amaro in bocca. E’ vero, ho un contratto con l’azienda Adidas, ma non è altrettanto vero che sono obbligato ad indossare scarpe Adidas anche in nazionale. C’è una clausola sul contratto che mi consente di scegliere. Allora arrivato in nazionale, insieme al mio staff ho fatto presente che avevo bisogno di un certo tipo di scarpe, del tipo da basket. Dico questo dopo che lo sponsor della nazionale (Mizuno, ndr) al termine delle Olimpiadi di Rio mi aveva contattato per contrattualizzarmi; io provai le loro calzature ed in maniera del tutto sincera dissi loro che non mi trovavo con quel tipo di scarpe. Allora dopo varie riunioni nel ritiro mi è stato permesso di utilizzare le mie scarpe di allenamento mentre lo sponsor della nazionale avrebbe provveduto a soddisfare, diciamo così, le mie esigenze. Poi è uscita la notizia sulla stampa con il relativo polverone, e da lì la revoca della convocazione. Ci tengo a dire una cosa: non ho mai detto, ‘io voglio giocare in nazionale con le mie scarpe’. Durante gli allenamenti in ritiro, mi sono stati curati anche vari acciacchi alle caviglie dopo le sedute con le scarpe dello sponsor della nazionale. Il presidente federale Cattaneo? Non mi ha mai chiamato. I compagni di squadra? Solo uno… Se si poteva fare qualcosa di più? Io do la massima disponibilità, ci tengo ad essere convocato per gli Europei ed a giocare con delle scarpe che mi consentano di farlo e di dare il massimo per la mia nazionale».
