di Elle Biscarini
«Paola Egonu è una grande giocatrice e sarà lei a decidere cosa fare. Solo una persona con problemi può dirle o scriverle certe cose pubblicamente». Lo dice a Umbria24 il perugino Andrea Giovi, nello staff tecnico dell’Italvolley medaglia di bronzo mondiale, a 48 ore scarse dallo sfogo dell’opposto azzurro con il suo procuratore. Le lacrime di Egonu, 23 anni, nata in Veneto da genitori nigeriani, è stato ripreso con un cellulare da qualcuno che era a bordo campo dopo la ‘finalina’ per il terzo posto Italia-Stati Uniti (3-0). Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo, raccontando il dolore di una campionessa di fronte a commenti razzisti pubblicati sui social, come ha chiarito nelle ultime ore la Fipav, certamente sommati al dolore della sconfitta patita dall’Italvolley in semifinale con il Brasile.
Italvolley di bronzo Il bronzo conquistato azzerando le statunitensi ha ridato fiducia alle azzurre, che hanno così portato a casa una medaglia importante, dando continuità alle vittorie degli ultimi dodici mesi: nel settembre 2021 il primo posto all’Europeo, in estate il primo posto al Vnl. «La medaglia è importante, ma ovviamente c’è un po’ di amaro in bocca, avevamo tante aspettative come gruppo, volevamo certamente fare meglio» dice Giovi, ribadendo quello che tutti sanno: «Avremmo voluto giocare l’altra finale, ma abbiamo trovato un Brasile in gran forma e non abbiamo messo in campo la miglior pallavolo. Ci avevano già battuto una volta e hanno mostrato un ottimo gioco, meritando di in finale con la Serbia. Da parte nostra – dice il perugino nello staff tecnico delle azzurre – forse c’è un po’ di rammarico per non essere riusciti a mettere in campo tutto ciò che potevamo».
L’analisi Qualche giorno di riposo ora sia per le ragazze che per lo staff tecnico dopo un torneo durato quasi un mese: «Dobbiamo recuperare energie, sia noi che le ragazze, e ci sarà il tempo di analizzare cosa è andato bene e cosa è andato male. Sicuramente non c’è stata molta continuità, dopo l’amichevole di Napoli con la Serbia, quando avevamo visto una squadra consapevole, solida, con un gioco di altissimo livello. Al mondiale siamo effettivamente calati un po’, ma non ci abbattiamo e siamo pronti ad analizzare tutto e migliorare ancora». A pesare forse anche le regole del mondiale col doppio girone contestato da Rio de Janeiro a Tokyo: «Non abbiamo trovato grosse difficoltà all’inizio e quando poi abbiamo incontrato squadre che ci hanno dato del filo da torcere magari non abbiamo reagito benissimo», dice Giovi aggiungendo: «Da un punto di vista sportivo sarebbe stato meglio incrociare i gironi prima dei quarti di finale, ma nel momento in cui si organizza un mondiale in due paesi (Olanda e Polonia, ndr) si cerca di avere delle partite equilibrate in entrambi». Ergo, per l’ex libero della Nazionale maschile oggi nello staff tecnico con Mazzanti «bisogna ragionare in un’ottica diversa: questo è uno show e a volte dobbiamo accettare quello che viene, forse è anche giusto che sia così per il pubblico. La pallavolo ha bisogno di seguito e pubblico per dare spettacolo».
Il caso Egonu Inevitabile il commento sul caso Egonu: «Paola è una grande giocatrice, di altissimo livello, ma la gente a volte sembra dimenticare che parliamo di giovani, per i quali non è sempre semplice gestire la pressione, e chiaramente le loro reazioni poi fanno rumore. Non so da dove vengano certe parole e certe uscite, ma queste sono chiacchiere non critiche, inutili e stupide, espresse da chi non comprende cosa può provocare un commento del genere in una persona. Poi però, quando si torna lucidi e ci si scrolla di dosso la tensione della partita, di un’estate così lunga, si dà il giusto peso alle parole e a chi le dice o scrive. Quando una cosa del genere succede così a caldo, come capitato a Paola, la sua reazione è del tutto comprensibile, ma ora le lascerei il suo spazio dopodiché vedremo cosa deciderà di fare».
Di nuovo a Perugia Giovi, comunque, dopo una breve pausa ricomincia a lavorare a Perugia: «Da domani con Bertini si riparte nella mia città, Perugia, e con il mio club. Quest’estate è stata una vera full immersion di pallavolo, lunga, logorante e pesante soprattutto gli ultimi giorni in Olanda. Ora mi aspetta la Bartoccini, perché domenica inizia il campionato e francamente, non vedo l’ora di ricominciare con il mio club, la mia squadra. Dispiace non aver ottenuto quello che volevamo di là, ma speriamo di ottenere qualcosa di qua».
