di Giovanni Baricca
Prima di una vittoria, prima di un facile (per voglia e abilità) e sofferto (perché quasi interamente conquistato in inferiorità numerica) 2-4, i tre punti del Ceravolo sono il suggello di un amore: quello tra il Grifo e i suoi tifosi e il loro entusiasmo, ora alle stelle; quello tra il Perugia e il campionato, che adesso svela una dimensionale nuova, interessante, aperta a ogni approdo per il club di Pian di Massiano.
ANDREA CAMPLONE, TESTA A FROSINONE Perugia quattro, Catanzaro due. Grifo secondo. Sarà Avellino-Nocerina a decretare l’effettiva utilità di questo sforzo: «Chi spero che vinca? Il migliore». Gioca la carta della diplomazia Andrea Camplone. Poi si corregge: «Con un successo la Nocerina ci farebbe un bel regalo di Pasqua. L’euforia teniamola buona, fin dopo la sosta. A Frosinone e incontreremo una grande squadra. Riprenderemo ad allenarci mercoledì pomeriggio». Lo sguardo del tecnico è proteso in avanti. Gli chiedi un’analisi del match del Ceravolo, lui alza gli occhi, sbuffa di gioia, poi fa: «Abbiamo sempre giocato palla a terra, anche in dieci. Abbiamo espresso un buon calcio e mostrato di avere personalità». Perché, mister, non ha tolto una punta nel finale? Perché il pallone è un’altra cosa, la risposta non formulata: «Perché avremmo smesso di giocare. Questa squadra sa attaccare, ma non è molto brava a difendersi. Meglio avere tre giocatori davanti, allora, che si sacrificando e che ripartono in contropiede. Così è stato: bravi loro, sono stati devastanti». Due battute a liquidare gli episodi. I due gol del Catanzaro: “Il primo ci stava, il secondo è scaturito da un nostro errore”. L’espulsione di Cangi: «Personalmente l’ho reputata eccessiva. La gara era corretta e combattuta, da entrambe le parti».
GIANNI MONETI, ASPETTANDO IL POSTICIPO Sorriso largo e profondo, tono sereno: «Che partita! Finalmente siamo secondi e finalmente, lo dico per il Perugia ma soprattutto per i ragazzi, per chi era qui anche anche un anno fa, abbiamo vinto al Ceravolo. Con tutto il rispetto, lo dico sportivamente, siamo presi la nostra rivincita». Gianni Moneti ha il fuoco dentro a fine gara. Lo contiene a fatica ma con garbo, come suo solito: «Ora davvero siamo in corsa per il primo posto, altro che outsider. Ci ridessero pure quel punto tolto a inizio stagione…» gli orizzonti del Perugia si aprirebbero di nuovo. Voci dalla tribuna raccontano di tensioni nel post partita, a Catanzaro. Il socio forte biancorosso – assente al Ceravolo, ha guardato la partita in televisione – glissa con educazione, piuttosto parla della gara. Poi saluta, fa per andarsene e rinnova la fiducia a Camplone: «Nel calcio si fa presto a criticare, complimentarsi è decisamente più difficile. Io e Massimiliano (Santopadre, ndr) lo abbiamo già fatto una settimana fa. Voglio ripetermi, bravo Camplone! Nel finale abbiamo rischiato, forse, ma cosa importa? Tre punti sono sempre tre punti e quelli di oggi sono stupendi».
