Una panoramica del PalaBarton Energy durante Sir Susa Scai Perugia-Gas Sales Bluenergy Piacenza. Foto: Michele Benda

di Carlo Forciniti

Dieci vittorie su undici in regular season. Tre successi in altrettante partite nei playoff di Superlega tra quarti già andati in archivio e semifinale che è appena agli albori. Quattro affermazioni su quattro in Champions League. Il 3-1 rifilato alla Lube nei quarti di finale di Coppa Italia. Di fronte al proprio pubblico la Sir – sia essa in versione Susa Scai o Sicoma Monini – non sbaglia praticamente mai.

L’eccezione che conferma la regola contro Verona in campionato a novembre. Un ricordo lontano, quasi sbiadito dallo scorrere del tempo e dal susseguirsi delle vittorie. Perché da quel ko e come già era accaduto all’alba della stagione, il ruolino di marcia di Perugia al PalaBarton Energy è stato al di sopra di ogni sospetto.

Rullo compressore “Lasciate ogni speranza voi ch’intrate” – verrebbe da dire citando Dante Alighieri e la Divina Commedia, perché dalle parti di Pian di Massiano la squadra di Lorenzetti si conferma un rullo compressore. Certo, sta dimostrando di esserlo anche in trasferta ma l’assunto di cui sopra assume maggiore rilevanza se si considera che per tutti i playoff scudetto Perugia può sfruttare il vantaggio del fattore campo. Eredità del primo posto conquistato al termine della stagione regolare.

Effetto PalaBarton Non un dettaglio, come si è visto anche nel primo atto di semifinale contro Piacenza che veniva da due successi su tre a Modena nei quarti, in uno dei palazzetti più caldi di Superlega. Una volta di più, Colaci e compagni hanno saputo trarre linfa vitale dal sostegno del pubblico, carico e trascinante come di consueto ma forse ancora più vibrante del solito anche per via della presenza sugli spalti dell’idolo Aleksandar Atanasijevic (ora in forza in Grecia, all’Olympiacos, ndr) , tornato a “casa” cinque anni dopo un addio colmo di emozione.

Settimo giocatore Di recente sia Giannelli che Semeniuk si erano soffermati su quanto il tifo bianconero faccia la differenza. «È un qualcosa di straordinario e che non do mai per scontato – aveva puntualizzato il numero 6 bianconero durante la conferenza di presentazione del primo atto di semifinale -. I tifosi sono sempre presenti, anche in partite infrasettimanali che non sono propriamente di cartello. Al PalaBarton Energy c’è sempre un’atmosfera pazzesca». Sulla stessa lunghezza d’onda, lo schiacciatore polacco. «La spinta dei nostri tifosi conta tantissimo. Al PalaBarton Energy c’è un clima meraviglioso che mi fa avvertire anche un po’ di stress positivo. Il pubblico è il nostro settimo giocatore». 

Risposta Si è dimostrato tale, una volta di più, in gara uno contro la Gas Sales. Nelle ore precedenti al match il presidente Sirci si era appellato alla tifoseria chiamata a riempire l’impianto. La risposta – come confermano gli oltre 4.200 spettatori presenti in una giornata di festa – è stata più che convincente. «Il nostro pubblico ha risposto come si deve», ha rimarcato con soddisfazione il patron a gara 1 ormai storia.

Certezza La serie si sposta ora a Piacenza dove giovedì 9 aprile, c’è da scommetterci, non mancherà la solita chiazza bianca di tifosi bianconeri. Che domenica 12 aprile alle 18 ed in occasione del terzo atto di semifinale, renderanno caldo, caldissimo il clima al PalaBarton Energy, con l’intento di provare a trascinare una squadra che in casa non sbaglia praticamente mai. Se in versione Sir Susa Scai o Sicoma Monini, non fa differenza.

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