Il presidente del club biancorosso Damaschi (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Preoccupati per «l’alto rischio» connesso  all’arrivo delle tifoserie e per le «eventuali» negative ripercussioni sulla popolazione: a Rieti non si può giocare. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto giovedì pomeriggio nella prefettura di Rieti, ha infatti dato parere negativo sullo svolgimento della finale di Coppa Italia del 14 aprile tra Perugia e Turris. Tutto da rifare. Le motivazioni, come recita un comunicato ufficiale della prefettura, sono da rintracciare nelle «caratteristiche delle rispettive tifoserie» e nelle «eventuali negative ripercussioni sulla popolazione, possibili nella fase successiva alla partita». Al Comitato, presieduto dal prefetto Chiara Marolla, hanno partecipato i rappresentanti del Comune di Rieti, della Provincia, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.

Lunedì nuovo appuntamento La scelta, tribolata, della sede dove giocare la finale si arricchisce quindi di una nuova puntata. Dopo il niet allo svolgimento al Flaminio di Roma e lo spostamento sul «Manlio Scapigno» di Rieti, il Comitato di serie D ha deciso di convocare le due società lunedì alle 11.30 a Roma per decidere nuovamente sulla scelta della sede. Leggendo il comunicato emergono anche problemi relativi all’agibilità dell’impianto: «Si è concordato pertanto – è detto nel comunicato – anche nelle more del completamento delle opere necessarie al rilascio dell’agibilità definitiva dell’impianto, che l’alto rischio connesso allo svolgimento della gara imponga di soprassedere alla manifestazione stessa». Un impianto come il Manlio Scapigno insomma (9.980 posti a sedere) inaugurato nel 1997 e ristrutturato nel 2010, non godrebbe dell’agibilità «definitiva» per ospitare la finale di Coppa Italia di serie D, una partita molto attesa da entrambe le tifoserie.

Damaschi: andremo a Tripoli o a Bengasi «E’ alquanto strano – dice a Umbria24.it il presidente del club biancorosso Roberto Damaschi – che non si riesca a organizzare una finale di Coppa Italia tra due squadre che, tra l’altro, non si sono mai affrontate». Possibili tensioni derivanti da antiche rivalità insomma non ci sono. «Per altro – continua il numero uno del Perugia – i nostri tifosi nel corso di questa stagione hanno dato ampia dimostrazione della loro correttezza nel corso delle trasferte. Dove si giocherà? Che io sappia Latina e Frosinone dovrebbero essere state ascoltate e, a quanto pare, avrebbero declinato. Andremo a giocare – conclude con una battuta – a Tripoli o a Bengasi».

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One reply on “Tifosi ad «alto rischio», Rieti dice no a Perugia-Turris. Damaschi: «Nostri tifosi sempre corretti»”

  1. Davvero una caduta di stile clamorosa, la battuta finale su Tripoli e Bengasi. Qualcuno dovrebbe ricordare a Damaschi che lì c’è in corso una guerra e sono già state perse numerose vite umane. E lo dico da tifoso del Perugia, che oggi si vergogna del Presidente della propria squadra di calcio. Faccia maggiore attenzione a quello che dice, ormai rappresenta il Perugia Calcio, e di presidenti sopra le righe ne abbiamo avuti abbastanza…

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