Domenico Toscano

di Simone Francioli

Mancava solo l’ufficialità, giunta poi nella tarda mattinata: Domenico Toscano non è più l’allenatore della Ternana. La riunione societaria svoltasi in giornata si è conclusa con la decisione di sollevare dall’incarico il tecnico calabrese, sulla panchina rossoverde dall’estate 2011, e tutto il suo staff tecnico. La società « ringrazia il signor Toscano ed i suoi collaboratori per il lavoro svolto, augurando loro le migliori fortune professionali per il futuro». Squadra affidata ad Attilio Tesser.

108 Toscano lascia la guida tecnica della Ternana dopo 108 presenze – terzo di sempre dopo Corrado Viciani e Claudio Tobia – tra Lega Pro Prima Divisione, Coppa Italia, Coppa Italia Lega Pro, Serie B e Supercoppa di Prima Divisione, suddivise in 39 vittorie, 40 pareggi e 29 sconfitte. Fatale all’allenatore calabrese il deludente girone d’andata chiuso domenica con la vittoria sulla Reggina: ventidue i punti ottenuti, gli stessi della passata stagione. Ma le aspettative erano altre.

Il lungo addio Un tira e molla iniziato da ottobre, con la momentanea fiducia incassata dal patron Longarini prima della trasferta di Lanciano. Quindi il vortice negativo di risultati che ha visto toccare il suo apice nello 0-2 con il Trapani e la decisione della società di cambiare nonostante il successo sugli amaranto. Il bottino definitivo  è di un campionato di Lega Pro Prima Divisione vinto e un nono posto al proprio debutto in Serie B. Toscano, al termine del match con la Reggina, era sereno. Ma già sapeva tutto.

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Tesser L’ingaggio dell’allenatore veneto è stato reso noto poco dopo l’ufficialità dell’esonero Domenico Toscano. Tesser, cinquantacinque anni, torna a dirigere a poco più di un anno da Ascoli-Novara, ultima partita che lo ha visto protagonista alla guida degli azzurri.

Gli inizi Chiusa la carriera da calciatore al Trento, il 34enne Tesser avvia la propria esperienza da allenatore nelle fila del Sevegliano, formazioni militante in Serie D. Un quinto e un sesto posto, quindi il passaggio alle giovanili dell’Udinese, dove resta fino al 1996, prima del trasferimento al Venezia.

Tra i professionisti Nel 2001 firma per l’Alto Adige, in Serie C2. Nel biennio in Trentino conquista i ‘play-off’, venendo tuttavia eliminato da Brescello e Novara. Il salto di qualità giunge nella stagione 2003/2004, con l’arrivo sulla panchina della Triestina, protagonista in B. Il bilancio è positivo, grazie alla decima piazza ottenuta nel primo anno e la salvezza, tramite il ‘play-out’ con il Vicenza, in quello successivo. Qui allena un giovanissimo Damiano Ferronetti, l’unico rossoverde attuale ad essere stato allenato da Tesser in passato.

Serie A ed esoneri I buoni risultati conseguiti gli valgono la chiamata del Cagliari di Cellino nell’estate 2005. Ma a sorpresa, dopo aver superato i primi tre turni di Coppa Italia contro San Marino, Grosseto e Manfredonia, viene sollevato dall’incarico in seguito alla sconfitta di Siena nel debutto in campionato. Non potendo allenare altre squadre al di fuori dei sardi, rimane fermo fino al maggio 2006, quando viene ufficializzato il suo arrivo alla guida dell’Ascoli, sempre in A. Undici giornate – nessuna vittoria – e viene esonerato con la squadra al terz’ultimo posto davanti a Fiorentina – penalizzata dopo Calciopoli – e Chievo.

Ricaduta in B Tesser torna nella serie cadetta, tuttavia i risultati non cambiano: esonero a Mantova nella stagione 2007/2008 e, da subentrato, a Padova in quella seguente. In Veneto, nel campionato di Lega Pro Prima Divisione, la sua esperienza si protrae per appena un mese, dati gli scarsi risultati ottenuti nelle cinque partite disputate.

Il miracolo Novara Il tecnico di Montebelluna, proveniente da quattro annate fallimentari, riparte dalla Lega Pro dagli azzurri. Ed è exploit: vittoria in campionato, Supercoppa ed eliminazione di tre società di categoria superiore – Modena, Parma e Siena, tutte vittorie in trasferta – in Coppa Italia, dove verrà superata di misura dal Milan negli ottavi di finale. Tesser non si ferma e ottiene la seconda promozione consecutiva l’anno successivo, conquistando l’accesso alla Serie A dopo i successi su Reggina e Padova nei ‘play-off’. La stagione 2010/2011 gli vale il trofeo “Panchina d’Argento”, assegnato al miglior tecnico del torneo.

Di nuovo in A Nel settembre 2011 trionfa per la prima volta nella massima serie, nel match vinto per 3-1 sull’Inter. Viene esonerato a gennaio dopo la sconfitta subita a Palermo, venendo richiamato due mesi più tardi al posto di Mondonico. Gli azzurri non riescono a salvarsi e tornano in Serie B chiudendo in penultima posizione. Termina definitivamente la sua avventura al Novara il 31 ottobre 2012, quando viene sollevato dall’incarico dopo lo stop contro l’Ascoli.

Il modulo e lo staff È il 4-3-1-2 la soluzione tattica che più ha caratterizzato – in avvio diversi match disputati con il 4-2-3-1 – il Novara di Tesser, mentre nelle altre esperienze il tecnico veneto ha svariato da un classico 4-4-2 (Ascoli, Mantova) all’utilizzo delle tre punte nel 4-3-3 (Padova). Di rado l’ex tecnico azzurro ha deciso di impiegare la difesa a tre, soluzione che ha contraddistinto i rossoverdi sotto la guida di Toscano: Tesser ha scelto con continuità la retroguardia così formata solamente in Serie A con i piemontesi. Il vice sarà Mark Tullio Strukelj, sempre al fianco di Tesser sin dai tempi della Triestina. A completare lo staff il preparatore dei portieri Leonardo Cortiula e il preparatore atletico Edoardo Renosto.

«Dimostrare di aver meritato la fiducia» «Sono felice – spiega Tesser al sito ufficiale della società rossoverde – per questa opportunità, assieme al mio staff  siamo ansiosi di cominciare questa nuova avventura. Voglio però rivolgere un sincero in bocca al lupo a Mimmo Toscano, che conosco poco, ma che a Terni ha svolto un ottimo lavoro. E’ uno che viene dalla gavetta, e saprà farsi valere. Le maglie che indossiamo vanno onorate. Il mio obiettivo, che condivido con i componenti dello staff, è dimostrare di aver meritato la fiducia che la Ternana, che ringrazio, ha voluto accordarci. Per farlo lavoreremo col massimo impegno, non conosco altre ricette. Ai tifosi garantisco il massimo dell’impegno e la ‘furia’ agonistica della mia squadra. Abbiamo bisogno del loro sostegno».

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