di Daniele Sborzacchi
Quel Grifo tatuato sulla pelle, che vale molto di più di tante parole. Auguri a Fabrizio Ravanelli, mezzo secolo di vita e per sempre nel cuore dei tifosi del Perugia. Come nel suo, di cuore, da sempre c’è il Grifo che lo ha lanciato giovanissimo quando da Mugnano, il suo paese natale, arrivò a segnare i primi gol con quella maglia che ancora oggi non perde mai occasione di adorare. Una carriera straordinaria, da attaccante vero, dai primi passi con le giovanili di Pian di Massiano sino al debutto in serie C ed a quel campionato di C2 in cui lasciò un segno indelebile: 23 gol e team allora allenato da Mario Colautti promosso in C1. Il passaggio in serie B ad Avellino, poi la parentesi della Casertana e quindi la bella esperienza con la Reggiana, in una città, Reggio Emilia, dove trovò anche l’amore e che gli fece spiccare il volo verso un sogno chiamato Juventus. In bianconero quattro stagioni, l’indimenticabile gol nella finale di Champions League vinta ai rigori contro l’Ajax, una prodezza capace di farlo entrare di diritto nella storia juventina. E poi i brividi Oltremanica, con il Middlesbrough dove nacque il mito di ‘Silver Fox’, la freccia d’argento che esaltò i tifosi del ‘Boro’. Sudore e gol anche per Marsiglia, Lazio, Derby County, Leeds e la chiusura di carriera nel suo Grifo. Prima con quella sfortunata ultima stagione di serie A che vide i Grifoni retrocedere dopo il chiacchieratissimo doppio spareggio con la Fiorentina, quindi l’anno successivo in B con Colantuono, ultima stagione di gestione Gaucci, con i derby vinti uno dei quali, quello di andata a Terni, immortalato dalla foto di Roberto Settonce con Ravanelli a fare bella mostra del Grifo sulla spalla. Da alcune stagioni allenatore, ‘Penna Bianca’ prova adesso la consacrazione in panchina. Intanto tanti auguri ‘Rava’, per sempre nel cuore dei tifosi biancorossi.
