Taccucci ringrazia i tifosi che lo applaudono dopo il gol decisivo (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Su un campo adatto più alla coltivazione della barbabietola che al gioco del calcio il Perugia batte uno a zero il tosto undici del Flaminia Civitacastellana grazie a un gol di Marco Taccucci. Gol in realtà da dividere con un Bartolini oggi in versione Ibrahimovic. Era infatti il 25′ del secondo tempo quando Enrico «Bartolhimovic» Bartolini, spalle alla porta, si inventa un colpo di tacco su un corner calciato da Mariani che si stampa sulla traversa. Sulla ribattuta però si avventa Taccucci che non deve far altro che insaccare: uno a zero, domato il Flaminia e Castel Rigone e Todi sempre dietro a -6 e -7, ma con novanta minuti in meno da giocare per tutti.

Damaschi: tante palle gol, zero rischi e poco pubblico Sulla carta quello di oggi era un turno sfavorevole ai biancorossi di Battistini, impegnati con una delle squadre più in forma del torneo, quadrata, aggressiva e che lascia pochissimi spazi. «Avevamo – commenta un felice Damaschi – un turno più duro di quello degli altri. Contro una squadra ostica abbiamo creato molte palle gol senza rischiare nulla». Le altre note positive, risultato a parte, riguardano, secondo Damaschi, «i giovani che crescono e coloro che, seppur utilizzati di meno, quando entrano in campo rendono bene». L’unica nota negativa della giornata invece riguarda il numero di tifosi sugli spalti: «Più vinciamo – dice in sostanza il presidente – e meno gente viene allo stadio». Nonostante il primo posto in classifica infatti oggi sugli spalti c’erano 570 paganti oltre agli abbonati: il totale fa meno di 3mila. «Cinquantadue punti in 22 partite – si sfoga Damaschi su Facebook – ennesima vittoria e minimo stagionale di spettatori!».

Battistini: un segnale forte Un risultato che per Battistini sa di conferma e di un «ulteriore forte segnale» da lanciare alle inseguitrici: «Contro un avversario forte – dice il tecnico romano – non abbiamo rischiato niente ma ancora nulla è fatto e i ragazzi lo sanno: non possiamo alzare nemmeno per un secondo gli occhi dal pallone». Sul piano tattico il campo pesante, sul quale la pioggia si è abbattuta per tutta la notte di sabato, ha un po’ stravolto i piani del mister biancorosso. E il continuo calpestio dei ventidue in campo per tutti i novanta minuti non ha contribuito a migliorare la situazione. Battistini aveva chiesto ai suoi prima della partita di far girare velocemente la palla e di cercare gli esterni Rampi e Luchini: «Questo però – spiega l’allenatore – non è stato possibile: il campo in queste condizioni non consentiva di far girare velocemente la palla». Il risultato è stato che dopo la fiammata dei primi venti minuti il Perugia ha cercato con insistenza le vie centrali intasate però da un Flaminia che non lasciava spazi: «Cercavamo di spostare il gioco sugli esterni – dice – ma non era facile: lì in mezzo gli avversari facevano molta densità».

Ancora è lunga A risolvere la partita però, come detto, ci ha pensato il tacco di Bartolini e il gol di Taccucci: «Le reti su calci da fermo – spiega il tecnico – sono una costante. Bartolini è uno che prova sempre, anche in allenamento, l’anticipo sul primo palo: oggi, oltre alla solita generosissima partita, ha fatto una grande giocata». E’ tutta la squadra però ad aver convinto Battistini: «In campo – spiega sempre il tecnico – ho visto una squadra che sapeva quello che voleva. Peccato per il primo tempo dove è mancata un po’ di cattiveria nelle conclusioni, però ci sta anche il ritorno di un avversario in forma». Di campionato finito però, quando ancora mancano 13 giornate alla fine, nessuno, a ragione, vuole ancora parlare: «Ancora – sostiene Battistini- è lunghissima, temevo molto questa partita, ora guardiamo allo Sporting Terni e speriamo di recuperare gli infortunati».

Rossi: abbiamo sofferto stadio e tifo Il tecnico dei laziali Rossi invece, sulla panchina del Flaminia da undici partite, non fa drammi: «Abbiamo sofferto – dice – lo stadio e il tifo. Nonostante questo abbiamo fatto un buon primo tempo tenendo alta l’attenzione e prendendo un gol alla fine per una errata interpretazione e per una mancata marcatura. Non c’è dubbio però che il Perugia sia la squadra più forte del torneo in tutti i settori, dentro e fuori dal campo, una realtà che c’entra poco con questa categoria. Noi – conclude Rossi pensando alle vittorie su Castel Rigone e Todi – gli abbiamo fatto un bel regalo».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.