di Carlo Forciniti

«Abbiamo vinto, convinto e dominato. Abbiamo fatto la partita perfetta. Nessun trofeo è stato vinto in maniera così meritata. E’ stata una grande impresa».Chissà se Gino Sirci se l’era immaginata così la finale contro Osaka. Chissà se si era immaginato un finale di sceneggiatura di questa portata. Con la grande rimonta al tramonto del terzo set. Il prologo ad un successo tutto da vivere e da godere. Chissà. A dado tratto, il presidente ha parole di elogio per tutti, mostrando il proprio orgoglio per quanto compiuto dalla squadra durante il torneo. «Siamo stati migliori di Osaka. Abbiamo giocato molto bene a livello tattico, la ricezione è stata strepitosa. Vincere tre Mondiali per la piccola Umbria è tanta roba» – puntualizza il numero uno dei Block Devils che poi continua nella sua analisi: «Abbiamo messo in bacheca sedici trofei in nove anni. Trofei pesanti, pesantissimi.

In questo Mondiale molto difficile non abbiamo perso una partita. Non pensavo che fosse così difficile – ammette -. Lo sapeva Lorenzetti che come sempre ci ha visto giusto. Abbiamo giocato di fronte ad un grande pubblico che ci tifava un po’ contro ma Perugia è Perugia, ha vinto giocando una grande pallavolo. Abbiamo voluto portare degli abbonati con noi (attraverso un sorteggio, ndr) e l’iniziativa mi ha convinto. Ci hanno sostenuto». La chiosa è per il coach e non solo. «Torniamo a casa con questa coppa pesantissima che porta Perugia ai massimi livelli della pallavolo mondiale. Abbiamo un grande allenatore e uno staff tecnico fiore all’occhiello della pallavolo mondiale».

Lorenzetti L’allenatore della Sir mette in valigia il terzo titolo iridato in quello che si è rivelato un Mondiale complesso da gestire per la scomparsa del padre durante il torneo. «Per me sono stati giorni preziosi, raccolti, dove il silenzio ha preso il palcoscenico – racconta -. Giorni alla Lorenzetti. Mi ci sono trovato, è stato anche questo un dono. Non sono stato molto buono con me stesso ma ho cercato di imparare anche in questi giorni per diventare grande». Sulla finale spiega che «la nostra battuta contro una squadra come Osaka non poteva combinare granché. Nei primi due set siamo stati bravi nel cambio palla, nel terzo ne abbiamo combinato di ogni, non so come abbiamo vinto, forse doveva andare così».

Colaci Di serate piene di colpi di scena ne ha vissute tante anche Colaci. Ancora una volta protagonista. Ancora una volta vincente. «Che soddisfazione vincere così. Fra qualche anno ci si renderà veramente conto di quello che abbiamo fatto e di quello che stiamo facendo. Portare ogni anno almeno un trofeo a casa non è scontato. Sono felice. Nel momento difficile del terzo set abbiamo sofferto insieme e ne siamo venuti fuori. Dedico le vittorie sempre alla famiglia ma questo trofeo è anche per me».

Giannelli «Siamo campioni del Mondo! Un’emozione unica. Siamo venuti qui per quanto siamo riusciti a fare l’anno scorso vincendo la Champions League. Ringrazio chi c’era. E’ stato un torneo duro. Nulla è scontato nella vita di uno sportivo – racconta il capitano -. Dico grazie ai miei compagni e allo staff. I nostri tifosi ci hanno caricato. Godiamoci questo titolo».

Plotnytskyi «Essere tre volte campioni del Mondo è una cosa bellissima. E’ stato il Mondiale più difficile da vincere – svela il martello ucraino -. Siamo un grande gruppo e questo aspetto ci ha aiutato anche nel terzo set. I compagni che erano in panchina ci hanno dato fiducia. Ora guardiamo avanti, ci sono cose da migliorare. Con calma…».

L’orgoglio del Comune Il successo della Sir Sicoma Monini inorgoglisce l’amministrazione comunale di Perugia. «Ci sono vittorie che diventano un racconto collettivo, capace di unire una città intera- sottolinea la sindaca Vittoria Ferdinandi – Il terzo titolo mondiale della Sir Sicoma Monini Perugia è esattamente questo, una gioia condivisa, un’emozione che parla di Perugia nel mondo e che rende orgogliosa tutta la nostra comunità. Questa squadra ci ha insegnato, ancora una volta, che i grandi traguardi nascono dal lavoro quotidiano, dalla fiducia reciproca e dalla capacità di non smettere mai di credere nei propri sogni. La Sir rappresenta un modo di essere determinato, serio e appassionato. A nome della città voglio ringraziare i giocatori, lo staff, la società e tutti coloro che ogni giorno rendono possibile questo straordinario percorso. Un grazie speciale va ai tifosi, cuore pulsante di questa avventura, che ovunque riescono a trasformare una partita in casa, anche a migliaia di chilometri di distanza. Perugia oggi festeggia. Festeggia una squadra che ci emoziona, ci rappresenta e ci ricorda che, insieme, possiamo arrivare molto lontano».

«Complimenti alla Sir Sicoma Monini Perugia, ai giocatori, allo staff tecnico, al presidente Sirci ed a tutta la dirigenza per questa ennesima soddisfazione che ci riempie d’orgoglio come Amministrazione e come città». Questo il commento dell’assessore allo Sport Pierluigi Vossi. «La Sir, ormai ai vertici del volley nazionale, europeo e mondiale da anni, è un esempio di competenza, programmazione e giusti investimenti sportivi; qualità che, insieme a passione ed impegno, hanno consentito di raggiungere traguardi straordinari, inimmaginabili fino a qualche anno fa. Ringraziamo dunque tutto lo staff della Sir non solo per le continue soddisfazioni sportive, ma anche per aver portato in alto il nome della città di Perugia in tutto il mondo. Ed un grazie sentito anche agli splendidi tifosi dei Block Devils, che non fanno mai mancare il loro caloroso apporto alla squadra rappresentando, in casa ed in trasferta, il settimo giocatore in campo. Perugia è orgogliosa di voi».

E quello della Regione «È un risultato di grande rilievo sportivo – dichiara la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – che premia un lavoro serio e continuativo. In Brasile la Sir Perugia ha portato in alto la bandiera dell’Umbria sul tetto del mondo, con un percorso costruito su competenze, organizzazione e qualità tecnica. La vittoria del mondiale per club – prosegue Proietti – è il frutto di un progetto costruito nel tempo, basato su programmazione e spirito di squadra. Alla società, allo staff e agli atleti rivolgo le mie congratulazioni per la professionalità con cui hanno rappresentato Perugia e l’Umbria in un contesto internazionale».

Sulla vittoria è intervenuta anche l’assessora regionale Simona Meloni, che ha sottolineato il valore sportivo e simbolico del risultato: «Il tris mondiale della Sir Perugia entra nella storia dello sport italiano ed europeo e conferma la forza di un progetto solido e ambizioso, profondamente legato alla regione. Vedere la bandiera dell’Umbria sul tetto del mondo è un’immagine potente, che racconta una regione capace di parlare al mondo attraverso lo sport». Meloni ha inoltre evidenziato il legame tra risultati sportivi e promozione territoriale: «Questa vittoria assume un significato ancora più forte perché arriva in una fase in cui la Regione ha attivato una collaborazione strutturata con la Sir. Attraverso il logo Cuore Verde d’Italia, che accompagna la squadra nelle competizioni internazionali, lo sport diventa uno strumento concreto di valorizzazione e attrattività dell’Umbria. La Sir Perugia è oggi un’eccellenza sportiva globale e un autentico ambasciatore del nostro territorio».

La gioia di Legacoop Umbria «Questa è una vittoria di tutti – dice Danilo Valenti, presidente Legacoop Umbria con la voce roca dell’emozione – della società, della città, del nostro movimento. La Sir non smette mai di stupirci e ci riempie di orgoglio non solo per l’impresa sportiva, ma perché rappresenta l’essenza più autentica di una nostra scommessa: la cooperazione sportiva. Complimenti ai giocatori, allo staff, al presidente. Il trionfo mondiale – prosegue Valenti – è anche il frutto del sesto principio cooperativo: la cooperazione tra cooperative. Il costante supporto della Servizi Associati e la Pac 2000a, hanno contribuito al percorso della Sir come partner e come parte della grande famiglia alla quale apparteniamo. Il modello cooperativo funziona, una squadra che emoziona il mondo intero restando fedele ai valori che difendiamo ogni giorno: democrazia, equità e condivisione. Valori che non si limitano a riempire uno statuto, ma che abitano ogni allenamento, ogni trasferta, ogni vittoria».

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