di Carlo Forciniti
Un Natale di buone notizie. La Sir in versione Sicoma Monini è tornata dal Brasile con il morale alle stelle. E con la consapevolezza che da qui al futuro più prossimo in tanti possono ergersi a protagonisti.
Nella spedizione trionfale di Belém la copertina se la sono presa i vari Giannelli e Ben Tara, Loser e Semeniuk, Solé e Colaci. Ma Lorenzetti ha avuto risposte significative anche da chi ha giocato meno. Su tutti, Donovan Dzavoronok.
Arma in più Lo schiacciatore ceco si è messo in luce nella fase a gironi. Quando ha giocato un ruolo strategico per le fortune della squadra nel match inaugurale contro lo Swehly, travolto in poco più di un’ora anche grazie agli otto punti realizzati dal classe 1997. Che si è ripetuto a ottimi livelli nella prima delle due gare giocate contro Osaka. Partita in cui è stato un fattore per la reazione bianconera nel secondo e nel terzo set.
Recuperi preziosi Restando al reparto schiacciatori, Ishikawa è una garanzia. Un po’ come Russo che si è rivisto in campo in finale. Sia il martello che il centrale che di recente hanno avuto qualche problemino, avranno presumibilmente bisogno di un altro po’ di tempo per affinare la condizione, ma poter nuovamente disporre di due giocatori di certificato livello come i due di cui sopra non potrà che fare bene a Perugia, reduce da un mese di dicembre in cui ha dovuto fare i conti con un vero e proprio tour de force. E che non ha neanche il tempo di smaltire la “sbornia” mondiale perché venerdì a Santo Stefano scende di nuovo in campo. Alle 18 a Cisterna. In Superlega. Dove nel recente passato si sono ben comportati Crosato e Gaggini, così come Cvanciger, autore di un’ottima prova a Milano nell’ultima gara di campionato giocata dai bianconeri, così come nella sfida di esordio in Champions League vinta contro Praga. Per una squadra alla costante ricerca di nuovi trionfi, poter contare su un cast di supporto affidabile può fare la differenza. Come si è visto in Brasile e non solo.
