Giornata di vigilia e di presentazioni in casa Nuova Ternana. Domenica al Liberati arriva il Siena e contro i bianconeri per la prima volta in panchina ci sarà Enrico Barilari, che ha preso il posto di Andrea Lisuzzo. L’ex Pineto, che ha parlato proprio dell’ex tecnico palermitano, si è presentato alla stampa e alla piazza dopo aver conosciuto il gruppo squadra negli allenamenti degli ultimi giorni: «Il mister può aver pagato ma mi sento di dire che la squadra è ben allenata e ho avuto modo di testarlo, quindi mi sento vicino a lui e gli va riconosciuto massimo rispetto. Ci sono margini per fare un ottimo lavoro. Questa di domenica non può essere un’ultima spiaggia perché il campionato è lungo ma so che non c’è tempo da perdere. Sono convinto che questo sia un gruppo importante. Se da qui a gennaio riusciamo a recuperare credo che la società ci darà una mano, però credo che già di base sia un gruppo ben strutturato. Ho bisogno di tempo per conoscere i giocatori e le loro caratteristiche».

Problemi e obiettivi Barilari ha analizzato anche uno dei problemi più ricorrenti della squadra in questo avvio di campionato: i cali nei secondi tempi di partita, come successo anche a Lucca: «È un problema mentale perché non ho rilevato problematiche fisiche. Ci sono infortuni sicuramente ma i cali che la squadra ha avuto nei secondi tempi non sono dovuti a condizione atletica. Col Montevarchi dopo il loro gol le certezze sono venute meno. È un momento dove probabilmente la palla pesa 100 chili e vestire la maglia della Ternana pesa di più di vestire altre maglie». Domani contro il Siena sarà fondamentale partire col piede giusto, non stravolgendo il lavoro fatto fin qui: «Domani rimarremo a 3 ma più in generale la mia volontà è quella di far coesistere più giocatori offensivi visto che ne abbiamo tanti buoni. Perché dovrei lasciarne fuori qualcuno? È chiaro che poi bisogna trovare un equilibrio». Sul lungo periodo invece, l’obiettivo di Barilari è chiaro: «L’obiettivo è intanto racimolare più punti possibile per risalire la classifica e poi vedere cosa manca e cosa no. Se ci sarà l’obiettivo a portata di mano so per certo che la società non si tirerà indietro, se invece l’obiettivo non sarà più possibile si faranno valutazioni diverse».