di MA.T.
Carmelo Imbriani non è morto, come sul web si è sostenuto per diverse ore mercoledì sera, costringendo i medici del reparto di Ematologia del Santa Maria della Misericordia di Perugia a smentire, attraverso l’ufficio stampa della stessa azienda ospedaliera la morte di un allenatore ed ex calciatore di buon livello da tempo malato di leucemia.
Il suo stato di salute Le sue condizioni sono considerate «gravi» ma questo non vuol dire che «siano perdute tutte le speranze e che possa farcela», dicono da ambienti ospedalieri. Ancora mercoledì fonti ospedaliere attendibili non davano per gravissime le sue condizioni fisiche, anzi, in qualche maniera, veniva alimentata qualche flebile speranza, perchè le terapie in qualche misura, «seppure minima», stavano dando qualche «leggero risultato di ripresa».
Cortocircuito mediatico Nella tarda serata di mercoledì poi si è diffusa la voce della morte di Imbriani, rilanciata anche da importanti media come la Gazzetta dello sport e Il Mattino di Napoli. La notizia si è propagata velocemente senza conferme ufficiali, tanto che il fratello è dovuto intervenire per smentirla.
La voce che circola E’ da giorni che circola la voce che le condizioni dell’ex allenatore del Benevento sono gravissime ed anche per questo il mondo del calcio lunedì sera nel corso della diretta televisiva su Rai Sport Uno della partita Pisa – Perugia ha voluto testimoniargli una ulteriore manifestazione di affetto con un lunghissimo striscione che è stato tenuto dalle mani dei 22 giocatori in campo e dalla terna arbitrale dove appariva la scritta: «Imbriani non mollare».
La smentita In buona sostanza, seppure il direttore della clinica di Ematologia del nosocomio perugino Brunangelo Falini abbia, su sollecitazione dell’ufficio stampa, definito «critiche» le condiizioni fisiche delll’allenatore Imbriani, è assolutamente da smentire la notizia della sua morte che è circolata anche nelle redazioni dei giornali di Napoli e di Roma. A Napoli infatti Imbriani è particolarmente popolare perchè in età giovanile è stata una autetntica promessa del calcio italiano debuttando in serie A con Lippi allenatore, realizzando addirittura un gol all’esordio.
Alcuni particolari Dopo alterne vicende calcistiche e dopo avere cambiato diverse squadre Imbriani, che pure era entrato a fare parte della rosa della under 21 allora guidata da Cesare Maldini, si è perduto, scendendo di categoria, e chiudendo la carriera a Benevento dove è stato protagonista assoluto per diversi campionati. Dopo avere attaccato gli scarpini al chiodo aveva ripreso l’attività di allenatore arrivando perfino a vedersi assegnata la prima squadra che milita nella Prima divisione. Mentre per lui si prospettava un futuro roseo come tecnico, meno di un anno fa si è accorto, durante un controllo, di essere affetto da un linfoma particolarmente aggressivo proprio mentre con la sua squadra si trovava in ritiro in Umbria.
La fiducia nella sanità perugina Da lì ad affidarsi alle cure dei medici della clinica di Ematologia del Santa Maria della Misericordia, dove operano medici di chiara fama internazionale, come ad esempio il direttore Falini, il passo è stato breve. Imbriani ha compiuto 37 anni pochi giorni fa, il 6 febbraio, al suo capezzale si sono sempre succeduti i familiari, la giovane moglie che gli ha regalato un secondo figlio pochi mesi fa, i genitori e i suoceri. Tutti i parenti hanno stabilito un rapporto di amicizia e di solidarietà con Franco e Luciana Chianelli, presso il cui residence alloggiano da mesi
