Angelo Lorenzetti. Foto Michele Benda

Il turno infrasettimanale della Superlega è andato in scena ieri tra le mura del PalaBarton Energy di Perugia, con l’anticipo della sfida di 11ª giornata tra la Sir Susa Scai e la neopromossa MA Acqua S. Bernardo Cuneo. Ad avere la meglio sono stati i padroni di casa, che seppur con qualche errore qua e là hanno archiviato la pratica con un 3-0 che permette a Perugia di prendersi la vetta solitaria della classifica, imbattuta. Una partita un po’ sporca, contro una Cuneo che “non è stata la miglior Cuneo” ma che ha comunque costretto i ragazzi di presidente Sirci a dover ricucire un gap di punteggio in più occasioni. Ottimi nel complesso i parziali dei vari fondamentali, in particolar modo il servizio dove a referto la Sir ha fatto registrare sei aces.

Preoccupa, tuttavia, capitan Giannelli in panchina e visibilmente ancora alle prese con i postumi influenzali. Al suo posto, questa volta dal primo minuto, il diciottenne italo-cubano Argilagos, che con un po’ di sbavature ha comunque amministrato complessivamente bene il gioco della squadra.

Abbiamo approfondito meglio questi due aspetti in una breve ma esaustiva intervista con coach Angelo Lorenzetti.

Coach, anche questa volta abbiamo visto una Perugia che in battuta è stata perfettamente incisiva: pochissime battute a rete, si contavano sulle dita di una mano, e più ace che servizi sbagliati, c’è stata una concentrazione particolare durante l’allenamento o è stato semplicemente un momento buono?

Cuneo non è stata la miglior Cuneo, anche perché Cuneo fino adesso era la squadra che prendeva meno ace del campionato e quindi non avevamo impostato proprio su quella cosa lì, avevamo impostato più sulla continuità. Poi dopo, ogni partita prende il suo corso, ma non c’è stato un accento particolare di spingere lì, è andata perché in partita quando la battuta parte a tutti dà piacere portare a casa un buon servizio. Però dobbiamo dargli continuità al lavoro che stiamo facendo, che è un lavoro un po’ diverso dallo scorso anno e che non è proprio nelle nostre corde.

La Sir, che proprio lo scorso anno aveva sofferto e non poco dai nove metri, ora sembra più concreta al servizio, complice indubbiamente il lavoro diversificato che lo staff sta facendo insieme alla squadra. Bryan Argilagos anche questa volta ha fatto un’ottima partita. Ha giocato lui per volontà o perché ancora Simone non è al 100%?”

Ha giocato lui perché Simone non è a posto. Questa volta, rispetto a Piacenza, se ci fosse stato bisogno poteva entrare però è un periodo delicato. Bryan si fa trovare pronto, e ci sono dei margini evidenti di crescita. Io ho fiducia perché mi sembra un ragazzo stabile, un ragazzo che non vola troppo alto, però siccome ha già raggiunto un livello discreto da adesso in poi i miglioramenti bisogna conquistarseli con l’attenzione e con il sudore.

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