di Daniele Sborzacchi
Un nuovo sfogo, almeno così sembra, ma di quelli decisi. Più decisi che mai. Gino Sirci è determinato ovviamente a veder concretizzato il progetto di ampliamento del PalaBarton, che tra l’altro è stato presentato dalla stessa società alcuni mesi fa e poi messo a bilancio dall’amministrazione comunale di Perugia. Si tratta in pratica della ‘chiusura’ degli spicchi per aumentare la capienza ad oltre 5000 persone, considerato il fatto che il seguito di cui godono Leon e compagni è davvero impressionante. Ma a pochi mesi dall’inizio dei playoff, per certi versi limite che il patron perugino aveva individuato per vedere completata la ‘casa’ dei Block Devils, arrivano nuove parole di fuoco: «Adesso basta – commenta l’imprenditore bastiolo raggiunto telefonicamente da Umbria24 -, il Comune di Perugia deve dirci cosa vuole fare visto che continua ad essere assente e noi non abbiamo la nostra ‘casa’. Questa società che ormai ha una dimensione planetaria non può continuare ad aspettare ancora, ci dicano cosa vogliono fare altrimenti dovremo prendere i nostri provvedimenti e magari andarcene da Perugia».
Sirci: «Ampliamento PalaBarton, solo chiacchiere». Romizi: «Attacco ingiustificato»
Una minaccia bella e buona, che per la verità già nei mesi scorsi era stata avanzata dallo stesso presidente della Sir Volley Perugia: «Questi benedetti lavori di ampliamento quando iniziano? Ci siamo veramente stufati, perché il tempo passa e non si vede nulla di nuovo. Purtroppo devo sottolineare nuovamente che dal punto di vista della politica sportiva l’amministrazione perugina è assente. Siamo i campioni d’Italia, un anno fa abbiamo vinto tutto e vogliamo rimanere ai vertici dello sport mondiale, ma non è possibile andare avanti così». Già in passato Sirci aveva ‘minacciato’ di trasferire la società altrove, a Firenze o Roma. Di sicuro lo sfogo fa rumore anche se dare per certo spostamenti della squadra, nell’immediato futuro, appare sicuramente azzardato. Una cosa è certa: adesso la palla per la replica passa, ancora una volta, all’amministrazione comunale.
