di Mario Mariano
Realizzare senza subire: insomma il blitz agognato da tutti gli allenatori del mondo. Dare continuità alla prima vittoria in campionato con il Chieti e il Perugia di Battistini ha centrato l’obbiettivo. Si poteva fare meglio? Forse, ma intanto le assenze a Melfi erano tante e non era facilissimo porvi rimedio. Avversario inferiore alle relazione degli osservatori che Gigi Agnolin dispone su tutto il vasto territorio? Può darsi, ma intanto i rischi corsi da Giordano sono stati minimi (tensione generale che anche questa volta si è abbassata sul finale) e possibilità concrete di aumentare il bottino ce ne sono state. Alle corte: sette reti all’attivo negli ultimi tre impegni non sono un bluff alla faccia di chi, libero da impegni, presente in tribuna a Melfi, si è affrettato a far conoscere ad un amico perugino il suo parere: «Da una squadra che vuol vincere il campionato mi sarei aspettato molto di più». Parole e musica di un dirigente che nella storia del Perugia non ha lasciato traccia, visto che di lui si ricordano solo giocatori di modestissima qualità prelevati da una società toscana dove il nostro aveva lavorato l’anno prima. Lasciamo che le cornacchie facciano la loro parte, augurando loro di andare a far danni altrove. Piuttosto, dopo aver assaporato i tre punti dopo una lunghissima trasferta, occorrerà concentrarsi e prepararsi al meglio per la partita con la Paganese, anche mercoledì vittoriosa: la sfida è lanciata e lunedì sera, c’è da scommetterci, ci scapperà anche lo spettacolo.
Giordano Riscatta le indecisioni di domenica contro il Chieti offrendo quella sicurezza di cui aveva bisogno il reparto. Evita la capitolazione in fase di recupero chiudendo lo specchio al lanciatissimo Cibele. Voto: 6.5
Curti Il ragazzino è entrato a pieno titolo nel giro della prima squadra. Spaesato sulle prime, acquista scioltezza con il passare dei minuti. E’ un investimento a breve e medio termine per società e tecnico. Voto: 6 (dal 1′ st Pupeschi: con le buone e con le maniere forti dalle sue parti non è mai agevole avere via libera, non cerca di strafare e questo per uno che non ha i piedi d’oro è già un titolo di merito Voto: 6)
Borghetti I centrali debbono ritrovarsi, su questo non ci piove: l’intesa con Russo non convince perché nel mezzo c’è spesso il classico buco e gli avversari ci si infilano salvo poi non concludere. Voto: 5.5
Russo Dei nuovi è quello che più accusa il salto di categoria, perché indeciso se spazzare via come usava fare a Todi o appoggiare come imporrebbe la logica della squadra di rango. Anche stavolta si distrae in più di una occasione lasciando metri all’avversario. Voto: 5+
Anania Sfrutta lo strapotere fisico per presidiare la fascia e randellare come impone il copione. Trova i tempi giusti di inserimento più nel secondo tempo che nel primo. Voto: 6.5
Benedetti Lottatore dall’inizio alla fine, lui che dovrebbe preferire il fioretto alla sciabola. Segno di temperamento che sa mettere in azione all’occorrenza, un inizio di stagione assai diverso da quello della scorsa stagione. Non ci fosse Clemente la fascia da capitano gli spetterebbe di diritto a dispetto della giovane età. Mette il piede nei momenti topici della partita. Voto: 7
Borgese Partenza rallentata perché c’è da inquadrare la situazione e c’è da lasciare sfogo ai giovanotti del Melfi. Esce alla distanza, cucendo e ricucendo, senza grandi acuti, ma con la massima concentrazione. Voto: 6.5
Mocarelli Di lui oramai si sa tutto, del suo recupero quasi impossibile e del suo correre senza una finalità precisa. Il modulo magari non lo favorisce, ma da buon sergente sa adeguarsi alle disposizioni superiori. Voto: 6 (dal 10′ st Margarita, entra e la partita cambia perché Battistini intuisce che è arrivato il momento di affondare. Dopo il lungo stop si temeva un impatto meno gagliardo, ed invece scatto, scambi in velocità, un altro protagonista ritrovato. Voto: 6.5)
Zanchi Va a fasi alterne e così quando Giuliacci lo serve sulla sinistra ti aspetti che lui non abbia nelle gambe la forza per tentare la giocata difficile. Errore: quel suo tiro cross mette fuori causa mezza difesa avversaria e lui si guadagna mezzo punto in più. Voto: 6.5
Gucci Sa fare la sponda di testa che è una bellezza, per la gioia di Clemente e non solo. Altro goal di rapina in tre giorni, che è segno non buono ma buonissimo. Se dura così anche Tozzi Borsoi può prendersela con calma. Voto: 7
Clemente La fascia da capitano gli procura motivazioni forti, ma a supportarlo è la classe e il coraggio di provare il tiro da qualsiasi distanza, anche da quelle definite di solito siderali. Un goal pesantissimo ed altre sciccherie assortite. Voto: 7 (dal 29′ st Giuliacci: in una manciata di minuti riesce ad arrivare alla conclusione di testa su angolo, lui che vatusso non è; a servire a Zanchi il pallone da cui nasce il secondo goal, oltre a qualche recupero importante. Peccato per quel cartellino giallo. Voto: 6+)
Battistini Cambiare modulo vale per lui come il cambiare cravatta per un bancario. Non si scompone davanti alle assenze e fa ruotare protagonisti e comprimari con consumata abilità. Se nel primo tempo la squadra fa fatica a ritrovarsi, lui suggerisce pazienza perché conosce le forze di cui dispone. Voto: 7




