Perugia ( foto Archivio)

di Giovanni Baricca

Andrea Camplone lo chiama «piccolo turnover». Il Perugia deve, sì, battere in trasferta la Paganese e confermare la seconda posizione, ma deve pure fare calcoli in ottica playoff. «Non posso mica rischiare tutti i diffidati», ha detto il tecnico alla vigilia.

«Piccolo turnover» Diffidati che perciò finiranno in panchina, pronti al subentro in caso di necessità: la sorte di Nicco, che farà posto a Dettori, e Politano, che verrà invece rivelato dal francese Rantier. «Sì, Moscati gioca» chiaresce in fretta il pescarese. Perché il turnover è solo un piccolo turnover. E perché il tecnico – tatticamente: la sobrietà fatta persona – di stravolgere il suo Grifo non ha proprio alcuna intenzione. «Italiano? Nove mesi senza giocare sono parecchi. Per adesso ci accontentiamo della sua esperienza e della sua qualità. Nel caso le gambe non reggessero 90’ potremmo sempre arretrare Dettori e inserire Nicco, oppure Zanchi». Il film della gara è bello e fatto. Nei titoli di coda spunta il ballottaggio Lebran-Massoni – con l’ex Sassuolo di nuovo alle prese con fastidi alla caviglia («Sì, ma ormai ci è abituato») – e la probabile staffetta Tozzi Borsoi-Ciofani. Partirà l’ex Ternana.

Paganese in vacanza «Quando il campionato ha poco o nulla da offrire un giocatore mentalmente stacca, si lascia andare. Domenica, più di altre volte, la vittoria dipenderà solo e soltanto da noi». Insomma, la matematica salvezza degli azzurrostellati agevolerà i grifoni: «Non mi aspetto regali però. Dobbiamo entrare in campo senza pensare di aver già vinto la partita. Se non giochiamo molli e svogliati abbiamo ottime probabilità» dice Camplone. Tatticamente, le attenzioni umbre saranno tutte rivolte ai calci piazzati: «La Paganese sulle palle inttive può rendersi pericolosa. Non farà tanto gioco, ma le poche occasioni che in genere le sfrutta».

Tifosi umbri a casa E un po’ pure agli spalti, al settore ospiti del «Marcello Torre». Che stavoltà non vedrà la presenza massiccia dei supporter biancorossi. Vuoi la difficoltà nel reperire autobus (vedi rinuncia del Coordinamento dei Perugia club di organizzare questa trasferta), vuoi la testa già ai playoff (imminenti) e vuoi «gli incidenti capitati all’andata. Peccato, avremmo voluto festeggiare con loro – conclude il tecnico -. Pagani in effetti è una piazza calda, lo so bene perché ho allenato lì vicino». I perugini presenti in Campania, con ogni probabilità, saranno meno di un centinaio.

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