di Mario Mariano
Lavori in corso. Non si potrebbe definire in un altro modo la prestazione del Perugia alla sua prima uscita contro una squadra di Serie B. A Spoleto venerdì pomeriggio la Juve Stabia ha infatti battuto i grifoni 2-1 grazie ai gol di Mbakogu (26′ del primo tempo) e Kyeremateng (primo minuto del secondo tempo) con Rantier che ha accorciato le distanze al 26′ del secondo tempo su calcio di rigore. Più avanti nettamente nella preparazione la Juve Stabia che ha assimilato in tempi rapidi il carattere del suo allenatore, quel Piero Braglia che solo a Perugia sembrò un fantasma visto che si aggirò per un girone intero, con scarso costrutto, sulle scalette della gradinata del «Curi». Perugia più disposto al palleggio, alla manovra, a cercare il gioco, più pragmatica la Juve Stabia che ha giocato in trenta metri di campo, preoccupandosi solo della parte difensiva e trovando i due gol su due svarioni difensivi del Perugia.
Solito Clemente Poi il «solito» Clemente, già in forma campionato e che nel secondo tempo ha centrato un palo, mentre sembra procedere di buona lena il recupero fisico e mentale di Tozzi Borsoi a cui è mancato soltanto il colpo risolutivo. Una sconfitta, quella rimediata coi campani, che fa riflettere ma che, ovviamente, non allarma perché sui carichi di lavoro ogni staff ha il proprio metodo e i propri tempi. Un esempio per tutti: Anania, che ha nella fase offensiva la sua arma migliore, è sceso una sola volta, e per di più, in maniera maldestra. Complessivamente è stato scarso il gioco sulle fasce, con Fabinho e Moscati che si sono visti poco. Morale: classico motore diesel che deve trovare i giusti ritmi e quel gioco sulle corsie che nella scorsa stagione ha fatto molte delle fortune biancorosse. Qualche giudizio qua e là sui singoli. Esposito: piedi buoni e lancio calibrato, sembra la fotocopia di Carloto, utilizzato non a caso da centrale difensivo nella ripresa. Detto di Clemente e Tozzi Borsoi, restano giudizi flash per chi è entrato nella ripresa: su tutti il «motorino» Cenciarelli, un «soldo di cacio» sempre in movimento, capace di alzare i ritmi in ogni zona di campo.
L’attaccante Bene anche Rantier, che sembra proporsi per un ruolo da titolare con una diversa impostazione tattica che Battistini saprà proporre. Bene anche Ferri Marini e Calzola. In linea di massima, gli automtismo vanno ovviamente ancora trovati così come il ritmo partita. Ci sarebbe stato da preoccuparsi se a Spoleto il Perugia fosse partito a mille. Fallito il calcio di rigore con Danilevicius, la Juve stabia ha realizzato due gol fotocopia grazie a due errori difensivi. Gol qui quali nulla va addebitato a Koprivec e Giordano, entrato nella ripresa. Postilla finale: anche i sassi hanno capito che l’acquisizione di un attaccante che ha nel carniere un bel gruzzolo di gol è di non facile attuazione. E allora perché menarla tanto per le lunghe quando si è preso in esame, seppure per pochi istanti, perfino il ritorno dell’inconcludente Paponi di cui si ricordano gli zero gol all’attivo della gestione Covarelli? Non è preferibile sbandierare ai quattro venti che si ha totale fiducia in Tozzi e perché no in Romeo, l’ultimo arrivato, che per quel poco che si è visto a Spoleto ha movimenti giusti da prima punta?
IL TABELLINO
Perugia (4-2-3-1): Koprivec (1’st Giordano); Anania (13’st Calzola), Lebran, Russo (1’st Carloto), Martella (17′ st De Rossi); Esposito (1’st Cenciarelli), Benedetti (27’st Romeo); Ayres (1’st Rantier), Clemente (8’st Ferri Marini), Moscati (1’st Politano); Tozzi Borsoi (22’st Moneti).
Allenatore Pierfrancesco Battistini
Juve Stabia (4-4-2): Seculin (1’st Nocchi); Baldanzeddu (1’st Vinci), Figliomeni (1’st Scurto), Scognamiglio (1’st Maury), Dicuonzo (1’st Gorzegno); Erpen (1’st Kyeremateng), Agyei (1’st Jidayi), Doninelli (1’st Genevier), Zito (1’st Danilevicius); Danilevicius (15′ st Caserta), Mbakogu (1’st Mezavilla).
Allenatore Piero Braglia
Reti: 26’pt Mbakogu, 1’st Kyeremateng, 26’st Rantier (rig.)
Arbitro Verdenelli di Foligno
Assistenti Bottegoni di Terni e Chiocchi di Foligno

