di Daniele Bovi
«Per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno». Scherza ma non troppo Massimiliano Santopadre che giovedì pomeriggio, insieme all’altro presidente del club biancorosso, Gianni Moneti, ha varato la linea dura: allenamenti a porte chiuse da qui in avanti, senza porsi limiti di tempo. «Fino a quando durerà la decisione? Fino a quando – risponde Santopadre – ci saremo noi cioè spero almeno vent’anni». Niente più tifosi sul «greppo» a scrutare gli allenamenti, niente più giornalisti. «Noi – dice Santopadre – ora abbiamo il dovere di blindare la società, anche essendo più rigidi del dovuto, per permettere alla squadra di allenarsi con tranquillità e concentrazione. Noi siamo una società professionistica e da altre parti si allenano in tranquillità, poi magari in futuro ci organizzeremo ma adesso è così. Non si può più ragionare come se fosse il 1975».
Chiacchiericcio deleterio Con questa mossa, la società dà una svolta alla vita di Pian di Massiano, spezzando dei meccanismi consolidati, e spiega con chiarezza che quello che viene visto come un chiacchiericcio deleterio non verrà più tollerato: «Gli allenamenti – continua Santopadre – non possono essere osservati da persone che poi dicono parole e danno giudizi sentendosi “scienziati”, sentendosi migliori. Da persone che magari colgono nostre conversazioni». Parole e giudizi che poi, «in una città piccola come questa», come un venticello montano passando di bocca in bocca e arrivano nello spogliatoio dove «fanno male». «Non tutti di quelli che stanno sul “greppo” – prosegue Santopadre – hanno l’intelligenza di stare zitti. Il tifoso vero non giudica. E quindi, come c’è scritto in qualche negozio, per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno».
I genitori L’accesso agli allenamenti del settore giovanile sarà vietato anche ai genitori dei ragazzi: «Spesso abbiamo mille problemi – osserva Santopadre – perché i genitori guardano, magari vedono il figlio nelle riserve e poi vengono a protestare negli uffici con sette o otto persone che devono stare lì a calmare e spiegare cose che magari quei genitori hanno visto solo nelle loro menti». La linea dura arriva però anche in tribuna. Santopadre mesi fa l’aveva già detto: certi atteggiamenti e certe parole non saranno tollerate e così promette che sarà. «Saremo severi. Chiunque – dice – anche quelli che hanno incarichi importanti, verrà accompagnato fuori dagli steward perché noi, io e Gianni, di certi atteggiamenti ci vergogniamo». Niente più insulti a chi sta in campo, avversario compreso: «Gli occhi domenica ce l’avevo anche io – osserva mister Frankie Garage – e l’atteggiamento del Milazzo mi ha irritato ma questo non giustifica parole come “mafiosi” o altri insulti».
Il «caso» Battistini Secondo Santopadre la tensione di domenica, con Battistini che sbotta contro qualche tifoso che dalla tribuna lo stava ricoprendo di improperi, non ha influito: «La nostra posizione sul caso – spiega Santopadre – è chiara. Non abbiamo fatto i complimenti a Battistini, lui ci è rimasto male e ha capito, ma lo difendiamo a spada tratta. Perché prima delle competenze viene l’uomo e il limite è stato oltrepassato: criticare è giusto, ma insultare la madre o la famiglia è una cosa diversa. Se proprio ci tengono, vadano a insultarlo di persona a casa. Altrimenti è da vigliacchi».

