Il Perugia è una squadra? «No, ancora no». Come si spiega il flop di Barletta? «Nel percorso del campionato un gruppo vive di alti e di bassi. Barletta è stato un punto basso, bassissimo». Il più basso? «La partita più brutta che ho mai visto da direttore sportivo? Sorrento-Perugia, l’anno scorso. Credevo restasse quella per un bel po’. E invece questa, quella di Barletta è stata persino peggiore». Quindi? «Quindi è ora che i giocatori dimostrino di voler giocare nel Perugia, di essere da Grifo».
Il mercato di gennaio Voce e volto di Roberto Goretti sono lo specchio dello «sconcerto» palesato da Santopadre nel post-partita di Barletta. «Sono curioso di vedere se ci sarà una reazione, adesso», dice minaccioso il direttore sportivo. «Da qui a due mesi, fino a gennaio», aggiunge, «Poi…». Poi si vedrà. E nei piani di presidente e direttore sportivo c’è già l’idea di intervenire sul mercato di gennaio. A domanda diretta, Goretti omette risposta. Ma a leggere tra le righe… «A giugno si è allestita una squadra quasi da zero, convinti che un ciclo fosse concluso. Scegliendo venti e più giocatori ci può stare di sbagliare qualcosa. Io però ci metto la faccia, su ogni acquisto fatto in estate. Ora si va avanti. Il ‘percorso’ della squadra continua».
Fiducia in Camplone Il percorso della rosa, più che altro. Perché la fiducia in Camplone – lo aveva detto Santopadre, a caldo, domenica – rimane immutata. Resta la domanda: perché i calciatori non seguono il tecnico? «Col Catanzaro lo hanno fatto», controbatte Goretti. «Col Catanzaro hanno messo in pratica tutto, ma proprio tutto quello che il mister gli aveva chiesto in settimana. A Barletta invece… non c’è neanche da argomentare: a Barletta sono mancati almeno otto giocatori». Adesso sotto con L’Aquila capolista, 20 punti (il Perugia ne ha 13) come Pisa e Pontedera. «So che loro verranno qui per fare risultato pieno. Cerchiamo di migliorare la prestazione di due settimane fa (quella contro Catanzaro, ndr) e vediamo come finisce».
