Battistini in vista di Eboli chiede ai suoi attenzione e grinta (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

A 48 ore da una partita delicatissima come quella di Eboli Pier Francesco Battistini non si nasconde: «Quella di domenica – ha detto il tecnico venerdì mattina nel corso della conferenza stampa – è una tappa molto molto importante. Importanza che aumenta con l’assottigliarsi del numero di partite da giocare». Un match che arriva dopo il turno di riposo caratterizzato dalle vittorie di Catanzaro e Lamezia che hanno spedito il Perugia al secondo posto: «E’ stato un brutto risveglio trovarci lì. Tutto quello che potevamo fare – scherza – era gufare: e non ha funzionato troppo». «Ora – prosegue – è tutto nelle nostre mani, cercheremo di ritrovare il primo posto il prima possibile ritrovando quello che ci ha permesso di stare lassù per molti mesi».

Un ottimo lavoro Squadra e tecnico sono partiti venerdì pomeriggio alla volta di Eboli dove sabato mattina terranno la rifinitura. Nel corso della lunga sosta secondo il tecnico è stato fatto «un ottimo lavoro. Abbiamo anche apportato qualche correttivo al modo di lavorare – spiega Battistini – per arrivare al meglio domenica». Analizzando le partite precedenti il mister biancorosso individua quelle che possono essere state le cause delle prestazioni non esaltanti: «C’è stata – ha detto – una scarsa intensità nell’arco specialmente delle partite casalinghe, anche se con Gavorrano e Fondi abbiamo fatto prove sufficienti. Questi sono momenti decisivi dove serve molta attenzione, ogni palla deve essere l’ultima e questo un po’ nell’ultimo periodo ci è mancato».

Troppi gol banali Un altro problema sta nel modo in cui il Perugia incassa gol. Se ci sono giocate alla Clemente, per usare le parole di Battistini, allora prendere gol ci può stare «ma noi – dice – li prendiamo in modo banale pur avendo in difesa giocatori molto forti. Sono errori che una squadra con le nostre qualità dovrebbe evitare. C’è un grande rammarico per non aver fatto i punti in casa che dovevamo fare». Al «Dirceu» di Eboli il clima sarà rovente dopo giorni di tensione altissima tra stipendi non pagati, ombre di penalizzazioni, tifosi inferociti che aggrediscono dirigenti, voci di dimissioni (subito smentite) del tecnico Marino costretto a guidare allenamenti in uno stadio blindato dalle forze dell’ordine.

L’undici biancorosso Sul pullman diretto in Campania sono partiti anche due dei cinque non convocati tra scelte tecniche (Sansotta e Proietti) e squalifiche (Balistreri, Tozzi Borsoi e Zanchi): «Partiamo con tutti – dice Battistini – perché c’è voglia di stare insieme e poi perché mercoledì c’è un’altra partita». Dopo la trasferta di Eboli infatti il Perugia ospiterà il Milazzo alle 15 per un altro match dove paiono obbligatori i tre punti. La società ha tentato di posticiparlo alle 20.30 incontrando però, nonostante le ampie aperture fatte, il no del club siciliano. Riguardo al modulo da schierare Battistini, che ha un dubbio per ogni reparto, assicura che sarà quello delle ultime partite. Margarita, garantisce il tecnico, ha i 90 minuti nelle gambe mentre lì davanti la scelta, obbligata, è tra Bueno e Padovani con il secondo, anche visto il lavoro settimanale, che parte in pole: «Sebastian – dice – ha più esperienza e conosce i campi del Sud mentre Ettore garantisce più corsa e più profondità anche se gli serve un pizzico di cattiveria in più». In un probabile 4-2-3-1 Battistini potrebbe schierare Giordano in porta, Anania, Cacioli, Borghetti e Pupeschi in difesa, Benedetti e Carloto in mezzo al campo con davanti Margarita, Clemente e Moscati a supporto di Padovani.

Il sogno Nazionale Intanto sul fronte dello stadio Curi si lavora per un piccolo sogno, ossia quello di riportare la Nazionale di calcio dopo moltissimi anni. Nel corso della settimana passata alcuni ispettori della Federazione hanno visitato l’impianto perugino e da lì è partita una serie di approfondimenti tecnici per capire il da farsi. Al di là di spazi più ampi e confortevoli come quelli dell’ospitality e di altri accorgimenti, un tema da affrontare è quello dell’impianto di illuminazione. Per garantire lo standard dell’alta definizione usato dalle tv servirebbe infatti un impianto più potente. Processi sicuramente lunghi ma che intanto sono partiti.

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