di M.M e M.T.
Come sempre le motivazioni di una sentenza possono essere interpretate a seconda dei diritti che si vogliono tutelare. L’avvocato Antonio Bartolini, uno dei tre difensori del centro di coordinamento dei Perugia Club è convinto che il Tar abbia commesso un grosso errore non dando più peso alla ‘perentorietà’. «Guardando tutti i documenti presentati e vivendo la causa in prima persona, posso sostenere che Perugia e Lecco hanno uguali ragioni». Secondo l’avvocato Bartolini per uscire fuori da una situazione davvero complicata che ha visto scendere in campo oltre 100 avvocati, c’è una sola soluzione: occorrerebbe che al Consiglio di Stato i giudici oltre a sottolineare l’errore commesso dal Tar, dovrebbero emettere una sentenza salomonica, «voglio dire – ha aggiunto l’avvocato – che Perugia e Lecco meritano di giocare in Serie B e la prossima sentenza dovrebbe indirizzarsi verso questa direzione, con la Figc che non deve ostacolare tale soluzione, proprio perché, sulla vicenda Lecco, ha compiuto una serie di dimenticanze, che hanno determinato questa caotica situazione».
IL CALENDARIO DEL CAMPIONATO DI C
Le motivazioni della sentenza Ventidue pagine piene di argomenti giuridici, ma anche di cronaca, di quello che è successo nel campionato Cadetti: le motivazioni della sentenza del Tar sono state diffuse nel primo pomeriggio e dopo pochi minuti l’avvocato Giani, che tutela gli interessi del Perugia, ha fatto sapere che nelle prossime ore verrà presentato un ricorso al Consiglio di Stato. Tutto verte sulla ‘perentorietà’ dei termini che obbligavano il Lecco a comunicare lo stadio dove disputare il campionato di serie B. Tale scadenza – sostengono le motivazioni – non è stata rispettata non per colpa del Lecco, ma della Figc, che non ha tenuto conto che la partita di ritorno dei play off era stata spostata di dieci giorni, dimenticando di spostare il termine della richiesta. I legali del Perugia hanno sostenuto che il Tar non potesse ‘sentenziare’ sul termine della perentorietà e, di conseguenza, sono fiduciosi che il ricorso del Perugia possa essere accolto. «La sentenza – spiegano tecnicamente i legali – nel disapplicare i termini perentori, ha sovvertito un orientamento pacifico e granitico sul divieto di disapplicazione. È’ una questione di principio su cui l’ultima parola spetta al Consiglio di Stato».
