di Giovanni Baricca
Sette giornate senza segnare. Senza l’immagine della rete che si gonfia, negli occhi, e il boato della folla che ti acclama, nelle orecchie e nel cuore. Una vita per chi di questo (e per questo) vive e gioca a pallone. Un’eternità per Daniel Ciofani, che infatti sospira, guarda in alto ma poi sorride, quando qualcuno glielo fa notare: «Se alla fine la classifica cannonieri non la vinco… pace. Meglio vincere il campionato».
Niente gol, tanti assist, tantissime vittorie E anche i migliori. E anche i centravanti a volte vanno in bianco. Ma non tutte le domeniche sono uguali. Non tutti i non gol sono occasioni mancate: «Questo momento (l’astinenza, ndr) è figlio di tante cose. Nella seconda parte del campionato i difensori ti conoscono, ti marcano stretto. Io? Non posso far altro che adeguarmi, e ogni partita è diversa da quella prima». Come a dire, un lavoraccio. Il frutto di tanto darsi da fare è: gol di Nicco con il Latina, gol di Fabinho a Catanzaro, gol di Fabinho (bis) con il Sorrento. Assistman trovato. «Ora che la palla non vuol proprio saperne di entrare, mandare in rete gli altri è comunque un gran piacere. Mezzali ed esterni segnano parecchio, merito del modulo e del gioco proposto dal mister». Definire «periodaccio» tutto questo sarebbe ingeneroso. Di più, sarebbe sbagliato. Senza contare i quattro timbri, decisivi, apposti dall’ex Gubbio su altrettanti blitz del Perugia. Nel solo 2013.
Avellino sotto pressione, Grifo in formissima Voglio tornare a segnare – sbuffa -. Non mi era mai successo di non fare gol per tanto tempo. A dire il vero, però, non mi era mai neppure successo di vincere tante partite di fila!». Chiaro. Per chi lo ascolta, i cronisti, e ancor di più per i tifosi, che adesso vogliono tre allori nelle ultime tre giornate. Due punti, il distacco dall’Avellino. Si può ancora sperare? «Assolutamente. La tensione nelle teste dei giocatori dell’Avellino è aumentata. Già penso fossero preoccupati della rimonta del Perugia qualche tempo fa, quando stavamo a cinque punti. Per ora l’Avellino è in vantaggio, ma noi siamo in formissima. Questo, in cui noi affrontiamo il Viareggio e agli irpini tocca l’Andria, forse davvero è il turno più difficile dei tre. Nessuno regalerà niente. cosa dobbiamo fare noi? Continuare a non pensare. Giocare soltanto. Teniamo a bada le emozioni e…».
