di Ma.Ma.
Nel calcio, si sa, la cabala ha il suo peso. Riti ed abitudini che si ritengono portafortuna fanno parte integrale di un mondo dove si pensa che per vincere le partite occorre indossare i calzini rossi come faceva Costantino Rozzi, pittoresco presidente dell’Ascoli; oppure, come faceva D’Attoma, andare a cena alla vigilia delle partite casalinghe a Spello sempre nello stesso ristorante. I grandi conoscitori di aneddoti e rituali del Perugia sono lo storico massaggiatore Renzo Luchini e il segretario generale Ilvano Ercoli e, a proposito di ristoranti, Ercoli aveva trovato la formula magica nella stagione conclusasi con la promozione in B: ‘convocazione’ di un gruppetto di calciatori e rispettive compagne in un ristorante di Ponte Pattoli tutti i giovedì sera.
Ristorante portafortuna Se Mazzeo ha realizzato goal importantissimi, annullando una partenza al rallenty, un po’ di merito andava attribuito a quelle cene che rafforzavano autostima e compattavano il gruppo, mai inferiore a 5 elementi, e guai a cambiare disposizione a tavola. Ercoli vigilava sulle pietanze e sul cerimoniale. Menù rigorosamente di solo pesce, una formula che è stata però vincente solo per 13 mesi. Il ristorante portafortuna del Perugia nei giorni scorsi infatti ha chiuso i battenti nonostante il buon pesce e la simpatia del personale di servizio. Ercoli, cliente abituale, c’è rimasto male ma c’è da giurarci che ha in serbo un’altra carta vincente.
