di Mario Mariano
Mettiamola subito così: la gestione del turnover non é il pezzo migliore del repertorio di Bucchi. Già in difficoltà ad Entella, è sempre nel turno infrasettimanale, quando sostituì Acampora e Nicastro, tra i migliori in campo, il tecnico marchigiano ha rivoluzionato il tridente – è fin qui passi -, ma é andato a rispolverare nientemeno che Alezis Zapata, fermo da diverse settimane. Zapata ha trotterellato, pur dovendosi presumere che avendo giocato le prime partite doveva essere il più fresco. Se vogliamo dirla tutta, la sconfitta con il Carpi non è certo frutto delle scelte opinabili dell’allenatore. Errori gravissimi sui due goal, ma soprattutto confusione a centrocampo, approssimazione nel gioco offensivo, tanto é vero che gli emiliani hanno rischiato pochissimo e solo su tiri dalla lunga distanza. Nelle motivazioni delle pagelle i limiti di una serataccia, ma sarebbe un grave errore trascurare i meriti di un Carpi che punta alla A e di un allenatore, Castori che martella i suoi sulla verticalizzazione del gioco.
FOTOGALLERY: LO SPETTACOLO DELLA NORD
«Già quando allenavo squadre dilettanti, all’inizio della carriera sapevo cosa chiedere in prima battuta: arrivare prima possibile alla porta avversaria, sia come tempo che come numero di passaggi», ci disse una volta, accompagnando le parole con mimica e grinta convincente. Certo ci sono voluti due errori ciclopici di Monaco e Acampora per scatenare la ripartenza del Carpi, ma la sensazione è stata che quelli siano stati determinati dall’aggressività degli allievi di un allenatore che è davvero partito dal basso. Nulla è compromesso per il Perugia, che a dir il vero ha saputo gestire la lunga serie di risultati utili con grande compostezza. Fare tesoro degli errori deve essere la norma anche per un giovane come Monaco al quale certi accostamenti – e taciamo a chi sembrava somigliare per allontanare quell’accostamento assolutamente prematuro – non hanno giovato. L’ex Arezzo ha infilato una serie di errori dando la misura non solo della forza dell’avversario, quanto da come una prestazione viene condizionata dall’inesperienza.
Rosati: poco lavoro, viene tradito dalla mancata copertura dei compagni. Chiedergli alla sua età maggiore personalità durante gli attacchi avversari sarebbe tempo perso. Non è il tipo che urla e si sbraccia.Voto: 6
Belmonte: sbaglia poco, sia in fase di chiusura che di sostegno, si nota che non rischia passaggi sproporzionati ai suoi limiti tecnici e questo é da elogiare. Voto : 6+ (34 st Bianchi: motivatissimo, due conclusioni in una manciata di minuti. Si aspettava di essere chiamato prima. Voto. ng)
Volta: resta coinvolto nelle due folate che producono i goal. Voto: 5.5
Di Chiara: intraprendente, a volte arruffone, approssimativo. La generosità va saputa disciplinare perché diventi una qualità. Voto: 5.5
Dezi: infiamma lo stadio quando allunga la corsa e si propone per il tiro, sembra il solo preposto a battere a rete. Generoso e utile anche nelle coperture. Voto: 6+
Zebli: prestazione da dimenticare alla scelta, sicuramente la peggiore dall’inizio di campionato. Una quantità di errori di ogni genere, ed in ogni caso proprio mentre viaggia a scartamento ridotto si capisce quanto sia utile alla squadra uno che corre per tre. Voto: 5 ( 19st Acampora: parte alla grande, guadagna applausi e calci d’angolo. Si sdoppia e proprio la foga lo tradisce quando regala al Carpi il pallone del secondo goal, chiaro che l’errore gli abbassa e di molto la prestazione. Voto: 5.5)
Brighi: ammettiamo che sull’autogoal sia stato solo sfortuna, ma gli errori sono stati diversi, è sempre a passo ridotto. La sensazione netta è stata che l’infortunio che l’ha tenuto fuori campo per qualche minuto, abbia inciso sulla sua partita. Voto: 5
Buonaiuto: non tradisce Bucchi e questo va riconosciuto, é tra i pochissimi che si salva, che serve i compagni e che tenta pure qualche acrobatica conclusione. Voto: 6+
Di Carmine: per provare a restare in partita dall’inizio alla fine, ci prova, ma solo in un paio di occasioni dimostra astuzia e potenza. Non gli si può certo gettare la croce addosso, perché prima punta proprio non è. Voto.6-
Zapatata: oggetto sempre più misterioso che non meritava di giocare dall’inizio per diverse ragioni. Lento e di poca utilità, Bucchi avrebbe dovuto risparmiarli il ritorno in campo dopo l’intervallo. Voto: 4.5 (10 st Guberti: qualche sgassata, qualche cross ma alla distanza si spegne anche lui. Voto: 6)
Bucchi: compito difficile saper ruotare i giocatori dopo una partita giocata appena tre giorni prima. Ne viene fuori un ibrido, tra turnover e altre scelte. Come è stato già rilevato, si impara sbagliando, lui stesso è un debuttante in serie B. Voto: 5.5
