di Giovanni Baricca
L’auspicio, suo, è anche un ordine, ai giocatori: «Domenica? La partita della crescita. Dobbiamo metterci testa, cuore, gambe. Ai calciatori chiedo voglia e attenzione. Senza, tanto vale non scendere in campo». Andrea Camplone punta gli speroni sulla carne viva dei suoi cavalli, migliori e non. L’Aquila è bestia di rango, è seconda, e il Perugia, appena ottavo, ha un disperato bisogno di punti.
«Niente alibi. Vinciamo per i tifosi» Perugia-L’Aquila, di scena al Curi domenica, fischio di inizio alle 14.30, sarà «parttita delicata per noi e per loro», dice Camplone.. Non abbiamo paura, ma sappiamo che non dobbiamo sottovalutare gli avversari. E altrettanto dovranno fare loro». Una partita a scacchi, dice il tecnico, perché «il Perugia ha bisogno di punti, mentre L’Aquila si potrebbe anche accontentare di un pareggio visto il bellissimo campionato che sta facendo». La settimana è trascorsa senza intoppi né strappi con l’ambiente: «I tifosi ci hanno dato una mano dopo la brutta prestazione di Barletta, ci hanno lasciato lavorare tranquilli, non ci hanno contestato né fatto sentire troppa pressione. Non abbiamo alibi: dobbiamo vincere per noi e per loro».
«Chi è da Grifo lo dimostri» «Sono sicuro, il Perugia farà una grossissima partita domenica. Perché non siamo quelli di Barletta», afferma Camplone. Che poi, però, corregge il tiro e pianta un paio di paletti belli grossi. «Io sono sicuro – ripete -, ma alla fine in campo vanno i calciatori. Più che urlare in partita e dare indicazioni in settimana io posso fare poco…». Uno sprone: «Questa qui è la partita ideale. Una di quelle che io, fossi ancora un calciatore, farei di tutto per giocare. Gli stimoli ci sono, vanno fatti fruttare, che la classifica piano piano si allunga…». E un monito: «Qui c’è da capire chi è da Perugia e chi no. Perché con tutto il rispetto, siamo il Perugia, non L’Aquila. Tiriamo fuori gli attributi». Come a dire che il count-down è iniziato: chi non raccoglierà l’appello, da qui a gennaio, finirà dritto sul mercato.
Eusepi scalpita Che squadra è L’Aquila? Bella domanda. «Una squadra che purtroppo non ti viene a pressare alto. Una squadra che attende, che piazza dieci uomini dietro alla linea del pallone e poi riparte con tutti gli effettivi. E è micidiale in questo gioco», risponde Camplone. Dall’altra parte, assicura il tecnico, il Perugia è ancora tutto da definire. «Solo la difesa non è in discussione, quella non si tocca, perché in generale ha offerto buone garanzie. Per il resto ho tenuto tutti sulla corda – continua -, sceglierò i titolari soltanto domenica». Certo è che Filipe giocherà in mezzo, in mediana, e che Fabinho occuperà come suo solito la fascia sinistra. Andando per esclusione, con Nicco comunque candidato a una maglia da titolare, i ballottaggi sono tre: Mazzeo-Eusepi (con quest’ultimo in netto vantaggio), Sprocati-Insigne (65%-35%) e Moscati-Vitofrancesco (50%-50%).
