
di Giovanni Baricca
Cambia l’interlocutore – dal direttore dell’area tecnica, Alvaro Arìcipreti, al tecnico biancorosso, Pier Francesco Battistini, passando per l’erore di giornata, Matteo Politano – resta identico il giudizio: al “Degli Ulivi” il Perugia ha strappato un buon punto, non ne ha affatto persi due.
Il giudizio del mister Battistini è forse l’unico, perfezionista come sempre, a mettere l’accento sull’occasione d’allungo sprecata: «Perché alla fine abbiamo avuto l’occasione di passare – dice il tecnico. Dovevamo chiudere. Bravi comunque a reagire al gol preso in quattro e quattr’otto. Abbiamo riposto alle armi sfoderata dall’Andria con la corsa e la freschezza dei nostri giovani». Leggi l’impiego di ben tre sottoquota nell’undici inziale. «Politano un’arma in più, Moscati e Rantier velocisti sempre buoni. Ogni partita può avere risvolti differenti, penso in particolare al rigore non concesso al Perugia nel finale. Del resto, la Prima divisione è un campionato complicato. Su un campo del genere, poi, e con un clima così era difficile fare meglio».
Matteo Politano e Alvaro Arcipreti Lapidario il commento dell’uomo-giornata: «L’avversario di oggi non era certo un cliente facile: abbiamo fatto del nostro meglio e abbiamo trovato un punto importante». «Il mio gol?» chiede retorico Politano, «L’importante è la squadra». La linea sposata da Alvaro Arcipreti è la stessa. «L’uno a uno ci soddisfa – ammette il cittì -. In fondo non si può mica vincere sempre! il terreno era di quelli da far accapponare la pelle. A chiunque, figuriamoci a una squadra tecnica come il Perugia». E a chi gli chiede se davvero non si potesse fare di più, se magari non si potesse infilare la quarta vittoria consecutiva senza quel gol sciagurato a firma Larosa, lui risponde: «È vero, avevamo tutto il tempo per poter recuperare. Ma non importa: abbiamo affrontato un avversario tosto e abbiamo portato a casa il risultato. Il Latina sarà pure a pari punti, ma mi consolo pensando che eravamo noi ad avere il turno più complesso. Per guardare la classifica c’è sempre tempo».
