Walter Novellino

di Ma.Ma.

«Non ho mai pensato neppure per un istante, nonostante quindici mesi difficili da vivere, che era arrivato il momento di andarmene in pensione»: Walter Novellino è tornato a vita nuova alla guida del Modena e non dimentica di certo gli amici che lo hanno sostenuto nel momento peggiore della sua carriera. Uno di questi è Alvaro Arcipreti, con il quale Novellino continua a mantenere uno stretto rapporto di amicizia e di collaborazione, ed al quale “Monzon” ora dedica espressioni di gratitudine: «Ci siamo aiutati a vicenda- ricorda- io non gli ho lesinato consigli quando ha iniziato la sua avventura come d.s del Perugia e lui mi ha aiutato a non sentirmi un disoccupato. Ho saputo che nell’ultimo anno e mezzo qualcuno ha sparlato alle mie spalle, arrivando perfino a sostenere che ero “ bollito”, che non avrei mai più trovato una società disposta a scommettere un euro sulla mia professionalità».

La nuova esperienza Il tempo di godere una giornata di relax in famiglia, dopo la quarta vittoria delle sei partite da quando gli è stata affidata la guida del Modena, una cena a Montone, con moglie e figlie e lunedì mattina Walter Alfredo è ripartito per l’Emilia, dove ora l’attende il derby con il lanciatissimo Sassuolo: in caso di un altro risultato positivo, potrebbero addirittura aprirsi per il Modena le porte per un posto nei play off.  «Marcolin, che mi ha preceduto sulla panchina del Modena, ha fatto un lavoro eccellente e di questo intendo dargliene pubblicamente atto, se la squadra è in netta ripresa, sia nel gioco che nei risultati, è perché i ragazzi hanno metabolizzato alla svelta il mio modo di intendere il calcio. Mi hanno seguito dal primo giorno, direi dal primo sguardo; è passato poco più di un mese che lavoriamo assieme, ma a me sembra che ci conosciamo da molto più tempo. Alcuni amici di Perugia, e tra questi Arcipreti, hanno visto all’opera la mia nuova squadra, rilevando che oltre ad un gioco pragmatico, si sono anche divertiti, perché era evidente una organizzazione tattica del gioco».

Quello che si deve sapere Novellino conosce bene il mondo del calcio, gli umori che cambiano per un risultato che non arriva, i “franchi tiratori”, pronti a sparlare non appena giri loro le spalle, ma adesso per lui tira aria nuova: «A Modena ho subito trovato un ambiente che mi ha fatto sentire a mio agio. Il presidente Caliendo ed il ds Cannella mi conoscono da quando giocavo, sono stato scelto non come un ripiego, un allenatore da ultima spiaggia, ma perché sapevano quanta rabbia avessi dentro, smanioso di riprendermi quanto il calcio mi aveva tolto negli ultimi anni. Loro hanno saputo ricordare le sei promozioni come allenatore, la salvezza ottenuta con il Venezia in serie A, gli anni d’oro con la Sampdoria, la valorizzazione dei giovani. Di segreti nel calcio non ve ne sono, ma se un fattore è importante è la fiducia che si riesce a dare e ricevere. Un allenatore la riceve dai dirigenti e la trasmette alla squadra. Questo è ciò che sta accadendo a Modena. Il momento è magico, la rosa dei calciatori eccellente, tutti mi chiedono di Ardemagni, che a Perugia qualcuno ricorda bene, ma io sostengo che ci sono almeno 5 giocatori che possono giocare in serie A» . Non entra nello specifico Novellino, «perché adesso è necessario restare compatti, dare il meglio pensando all’oggi e non a ciò che potrebbe essere domani».

Il suo rapporto con il Perugia Chi ha memoria anche solo media, non farà fatica a ricordare che assieme a Damaschi e Arcipreti non lesinò energie e tempo per la ripartenza del Perugia, finito tra i dilettanti, dopo il fallimento della gestione Covarelli. «Mi beccai pure una squalifica e mi costò cara la parcella dell’ avvocato che mi difese davanti alla giustizia sportiva: ero incolpato del fatto che come allenatore professionista non potevo svolgere nessuna attività a favore di una Società dilettantistica. Ma non sono certo pentito di ciò che sono riuscito a dare alla Società e a Battistini: ho sempre detto che ho Perugia nel sangue, la gente, i tifosi , non mi hanno mai voltato le spalle. Se ho resistito tanto tempo senza una squadra è stato perché non ho mai abbassato la guardia, ho continuato a credere nei miei mezzi, nella mia semplicità, ma anche nella mia determinazione. Sono grato al sindaco Boccali che mi ha incoraggiato all’ inizio della mia nuova avventura, e confermo quanto ho detto un mese e mezzo fa: ‘Perugia, ti aspetto in serie B’. Sono certo che il traguardo sia alla portata della squadra che seguo con grande attenzione. Sarò il primo a gioire per la promozione. Novellino non lo dice, anzi sull’argomento glissa, ma ci sono anche alcuni suoi mattoni nella costruzione della “casa”, sotto forma di consigli e anche  per quel Moscati, giocatore universale, che lui aveva individuato alla svelta nelle giovanili del Livorno , e che aveva consigliato al tandem Damaschi- Arcipreti.

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